Tempa Rossa, governo sotto accusa. Renzi si difende

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Tempa Rossa, governo sotto accusa. Renzi si difende

“Booom, salta tutto”. È il post pubblicato da Beppe Grillo a riassumere l’idea delle opposizioni in questo delicato momento politico. Prima le intercettazioni, in cui la ministra Guidi prometteva di far passare un certo emendamento, purché Maria Elena (l’altra ministra, la Boschi) fosse d’accordo, poi le dimissioni della stessa Guidi, infine la firma su quell’emendamento, proprio di Maria Elena Boschi. E, oggi, la notizia che anche l’ammiraglio De Giorgi, capo di Stato Maggiore della Marina, risulta indagato. Movimento 5 Stelle, Lega e Forza Italia stanno facendo fronte comune e hanno promesso la presentazione di mozioni di sfiducia al governo.
Renzi, da Washington, dove si trova per partecipare a un incontro sul nucleare, ha risposto difendendo l’operato dell’esecutivo. “Inopportuna” è stata la telefonata della Guidi, secondo il premier, il quale ha però rimarcato come, in passato, una situazione del genere non abbia portato alle dimissioni del ministro.

Allora era la Cancellieri al telefono con i Ligresti, oggi la Guidi. Adesso, ha sottolineato Renzi “la musica è cambiata, ora ci si dimette”. L’emendamento che ha sbloccato il progetto Tempa Rossa, poi, è stato definito “sacrosanto”, mentre la firma da parte della Boschi non rappresenta altro che un atto dovuto. La ministra per i Rapporti con il Parlamento ha confermato: tutti gli emendamenti passano dalla sua scrivania e vanno sottoscritti “da regolamento”. Il progetto Tempa Rossa, che prevede lo smaltimento dei rifiuti delle raffinerie all’interno del porto di Taranto, “è strategico”, ha aggiunto là Boschi, perché “prevede molti occupati al Mezzogiorno”.

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