Una donna dice di essere stata sfruttata nel film “Girls gone wild” quando era giovane COMMENTA  

Una donna dice di essere stata sfruttata nel film “Girls gone wild” quando era giovane COMMENTA  

Amanda Keegan della ABC riporta la seguente notizia:

Una donna della Georgia che è apparsa a seno nudo nel video di “Girls gone wild”quando aveva 14 anni sta citando in giudizio i produttori del film, in qunato la sua immagine è stata usata senza il suo consenso.


Lindsey Boyd, che ora è una mamma 26 enne, era minorenne 12 anni fa quando in una vacanza di primavera in Florida è stata avvicianta da due uomini con una macchina fotografica che le hanno offerto delle perline perché lei mostrasse i seni. Boyd ha sollevato la camicia e loro li hanno fotografati.


I pochi secondi di quello scatto sono stati venduti ai produttori del film “Girls gone wild”  che hanno utilizzato la sua faccia per la locandina del film. Boyd ha ammesso che nessuno le ha chiesto il permesso di utilizzare la sua immagine a scopi commerciali e afferma di essere stata sfruttata in quanto teenager.

Dopo anni di dure battaglie, finalmente la sua causa contro la MRA Holding & Mantra Films sarà dibattuta in aula il 5 novembre presso la corte della Georgia.

L'articolo prosegue subito dopo


L’immagine della locandina l’ha ossessionata e ha rovinato la sua vita e la sua reputazione. Dice di aver scoperto il video un paio d’anni fa mentre era al liceo. “Gli insegnanti, i maestri lo sapevano. E’ stato devastante e imbarazzante”, ha racccontato Boyd.

Nel 2004 ha citato la MRA Holding & Mantra Films in quanto la sua immagine è stata usata a scopi commerciali e senza il suo consenso.

L’avvocato di Boyd, Jeff Banks ha detto: “Si è spogliata per qualche uomo, per degli uomini, ma non avrebbe mai immaginato che la sua immagine sarebbe stata usata per “Girls gone wild, a sua insaputa”

La petizione è in atto dal 2004 ed è in mano allo stato e alle corti federali. Il problema principale è dovuto alle leggi della Georgia che non sono chiare sul fatto che lei abbia una causa in corso, secondo gli avvocati.

Secondo Ana Dole: “Boyd non può appellarsi al diritto di privacy che in qualche modo è stato violato, perché lei ha dato il suo consenso per farlo in un luogo pubblico”.

La corte suprema della Georgia deve decidere se Boyd ha il diritto di citare uno sbaglio fatto quando era giovane.

Boyd ha detto: “Una decisione presa quando sei giovane può accompagnarti per il resto della vita”.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*