Abusato da un prete a 13 anni: "Il mio seme era curativo"
Abusato da un prete a 13 anni: “Il mio seme era curativo”
Cronaca

Abusato da un prete a 13 anni: “Il mio seme era curativo”

abusato da un prete

Diego fu abusato dal prete e insegnante di religione quando aveva solo 13 anni. Ora racconta la sua storia e aspetta il processo a don Silverio Mura.

Diego Esposito ha rilasciato una lunga intervista a Fanpage in cui ha raccontato il dramma che l’ha colpito alla tenera età di 13 anni: l’ormai 40enne fu abusato da un prete, don Silverio Mura. L’uomo attende ora da 10 anni il processo al prete, che era anche il suo insegnante di religione.

Gli abusi subiti da adolescente hanno toccato nel profondo Diego: l’uomo è infatti costretto a prendere psicofarmaci che lo costringono a letto per la maggior parte del tempo, cosa che gli impedisce quindi di lavorare in modo stabile.

Gli abusi cominciati a scuola

Diego racconta che è stato abusato da un prete proprio a partire dai muri scolastici. I brutti episodi si svolgevano allo scoccare dell’ora di religione tenuta appunto da don Silverio Mura. Diego viveva all’epoca in provincia di Napoli, a Ponticelli. Negli anni ’80 essere amici di un prete era un grande privilegio, per questo quando Diego fu invitato a casa di don Mura nessuno ebbe nulla da obbiettare.

A casa del prete

Don Mura fece accomodare Diego nella sua stanza, si accomodò sul lettino e chiese a Diego di avvicinarsi a lui.

Poi cominciò a toccare il ragazzino spaventato e lo baciò in bocca. Di fronte allo sgomento di Diego, don Mura disse: “Stai tranquillo, lo faccio perché ti voglio bene”. Gli abusi andarono avanti per tre lunghi anni: “Io subivo passivo, piegato su quella poltrona, rigido come un sasso. A volte pretendeva di avere con me rapporti orali, diceva che il mio seme gli curava il mal di stomaco, che ne aveva bisogno”.

Altre piccole vittime

Diego racconta di non essere stata l’unica vittima di don Mura: “Oggi lo so, ho conosciuto altre vittime, ne ho la certezza”. Dopo tre anni di abusi subiti Diego interrompe i rapporti con il prete e va via da Napoli.

10 anni dopo l’uomo torna nella città di origine e i ricordi celati nella sua mente tornano con prepotenza a galla provocandogli un violento attacco di panico che lo costringe a farsi ricoverare. Proprio in pronto soccorso racconta per la prima volta alla moglie gli abusi subiti da adolescente e da lì è partito l’iter della giustizia.

Ignorato dopo la denuncia

Diego racconta sconsolato che: “Da dopo la denuncia la mia vita è segnata, seguo una terapia farmacologica molto pesante per i disturbi che mi sono derivati dal trauma, mi sento ignorato da chi dovrebbe darmi risposte, ho minacciato il suicidio come estremo atto di protesta e per tutta risposta mi è stato revocato il porto d’armi senza il quale non potevo più fare la guardia giurata, ed eccomi disoccupato”.

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