In un annuncio che ha scosso il mondo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver raggiunto un accordo storico con l’Iran. L’intesa, che include la riapertura dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare, è stata annunciata attraverso un post su Truth Social la piattaforma di social media del presidente.
L’annuncio arriva in un momento di estrema tensione nel Medio Oriente con le ambasciate statunitensi in nove paesi della regione che hanno esortato i cittadini a considerare l’idea di lasciare l’area a causa dell’escalation del conflitto. Tra i paesi coinvolti ci sono GiordaniaIraqArabia Saudita e Emirati Arabi Uniti.
Le basi dell’accordo e le reazioni internazionali
Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti erano preparati ad attaccare la Repubblica Islamica dell’Iran con un livello di terrore militare, forza e potere non visto dalla Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, ha aggiunto che l’Iran e altri paesi del Medio Oriente hanno chiesto di fermare qualsiasi offensiva perché i termini di un accordo erano stati concordati.
In risposta a questa richiesta, Trump ha acconsentito a cancellare l’attacco, a patto che si possa concretizzare rapidamente un accordo. Israele si è unito a questo impegno, secondo quanto scritto dal presidente su Truth Social. L’annuncio non ha precisato se si tratta di una nuova roadmap o della continuazione dei negoziati avviati a giugno.
Il contesto di tensione e i precedenti accordi
Il contesto in cui viene fatto l’annuncio è di estrema tensione. Il conflitto è iniziato il 28 con attacchi aerei coordinati degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Il 17 giugno entrambe le parti hanno firmato in Svizzera un Memorandum d’Intesa negoziato dal vicepresidente JD Vance e dal cancelliere iraniano Abbas Araghchi che stabiliva un cessate il fuoco, la riapertura di Ormuz e un termine di 60 giorni per negoziare un accordo nucleare definitivo.
Tuttavia, l’8 luglio Trump ha dichiarato terminata quella tregua di fronte alla NATO dopo nuovi attacchi incrociati, e l’Iran ha nuovamente bloccato il passaggio marittimo attraverso il quale transitava prima della guerra il 20% del commercio mondiale di petrolio. Il 27 luglio Trump ordinò di fermare temporaneamente i bombardamenti per aprire la strada a negoziati, ma dopo pochi giorni la situazione tornò a deteriorarsi.
Le dichiarazioni del segretario di Stato Marco Rubio
Il segretario di Stato Marco Rubio ha precisato che l’obiettivo di Washington è la denuclearizzazione dell’Iran, non il cambio di regime, sebbene abbia avvertito che il comportamento di Teheran deve trasformarsi. Il regime iraniano vuole esportare la sua rivoluzione. Questo deve cambiare, e l’unico modo per farlo è far sì che il prezzo sia troppo alto perché possano permetterselo ha dichiarato Rubio.
La volatilità del processo è emersa chiaramente quando, poche ore dopo l’annuncio dell’accordo, Trump ha dichiarato di aver perso la fede nei negoziati dopo un nuovo attacco iraniano, rendendo questo il terzo ciclo di annuncio e collasso in meno di tre mesi.
