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Acido gibberellico. Derivazione ed usi

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L’acido gibberellico è noto per le sue proprietà di fitormone. Si presenta come cristallo bianco tendente al giallo pallido, poco solubile in acqua, ma con buona solubilità negli alcoli leggeri. È un ormone presente nelle piante ed è il responsabile della regolazione della crescita di queste.

In orticoltura è utilizzato per stimolare la germinazione del seme.
È presente in molte piante, o certi funghi, e cereali che posso essere sfruttati come un risorsa naturle per l’estrazione di questo tipo di acido. Questo ormone è presente in tutte le piante angiosperme (da fiore) e molte di quelle prive di fiori, come la felce.

Gibberella fujikuroi,
questa è la maggiore risorsa naturale in commercio. si tratta di un particolare fungo parassita il riso, particolarmente quello giapponese.

(da cui il nome) Viene coltivato in larga scala industriale e sottoposto ad un processo di estrazione che ne riduce il gambo.
Altra risorsa naturale contenente l’acido gibberellico è la Gibberella moniliformis. Anche questo fungo è coltivato in larga scala industriale come il primo. si tratta di un parassita delle piante di mais. In questo caso il metodo di estrazione consiste nel surriscaldamento fino a 100 gradi C°. Ciò provoca un completo deterioramente del fungo, risultandone un residuo cristallino, che viene impacchettato e venduto.

Sotto questa forma l’acido gibberellico ha una ampia varietà di applicazioni incluso la stimolazione perl la germinazione dei semi oppure cura per l’apirenia (mancanza di formazione di semi) in certi frutti commestibili.

Cereali
Attualmente si conoscono circa 79 differenti componeti isolati dell’acido gibberellico presenti naturalmente nella piante. tra i cereali la pianta del riso è la più ricca di questa sostanza. Le antere della pianta del riso, cioè la parte terminale dell’organo riproduttivo della pianta, producono fino a 3.4 microgrammi di acido gibberellico.

Anche i semi della pianta di mais lo contengono così come il grano sia in germogli che maturo, e l’orzo.

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Altre piante conteneti l’acido gibberellico

Una elevata concentrazione si trova nel seme dell’albero di pesco, nella fase germinale. Si trova anche nel bulbo della cipolla, negli spinaci e nella felce.
In tutto si contano 136 differenti elementi isolati naturali di acido gibberellico tra funghi piante e batteri. Molte piante contengono questo acido che serve a regolarne il livello di crescita.

Quello di tipo III è il più utilizzato in commercio.

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