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Agricoltore morto a Paternò, lo sfogo di un collega: “Un ragazzo è morto per spegnere un rogo mafioso”

"La Regione ci lascia da soli davanti a questi incendi di stampo mafioso". Così un collega dell'agricoltore morto a Paternò si sfoga sui social.

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Mentre Lucifero infiamma il Sud, con 48 gradi a Siracusa (la temperatura più alta mai raggiunta in Europa), il fuoco divampa in Sicilia. La Regione continua a bruciare. Con cinquecento focolai, dodici grandi incendi, quattro fronti di fuoco che hanno raggiunto i centri abitati e circa 800 persone evacuate, dilagano paura e devastazione.

800 vigili del fuoco, 300 forestali antincendio, 2.000 operai della forestale regionale con compiti di prevenzione, 1.800 volontari della Protezione Civile e 40 squadre di volontari dei Vigili del Fuoco arrivate da tutta Italia sono in azione sull’Isola. Un esercito di 5mila uomini che da 48 ore non si ferma. Salvo Cocina, responsabile della protezione civile regionale, ha dichiarato: “Spegniamo un rogo e un secondo dopo si apre un altro fronte a pochi chilometri.

In alcuni casi gli inneschi sono più d’uno e in contemporanea. Una lotta senza quartiere che va avanti da giorni. Combattiamo il fuoco da terra e dall’aria con due canadair, un maxi elicottero Ericson e nove elicotteri della forestale che gettano acqua sui dodici incendi più pericolosi. Purtroppo anche la Calabria brucia e dobbiamo dividerci i mezzi aerei antincendio”. Un agricoltore di soli 30 anni è morto a Paternò, in provincia di Catania, mentre con il suo trattore cercava di spegnere l’incendio che stava distruggendo un podere: un collega si sfoga sui social raccontando l’accaduto.

Non mancano neppure gli attacchi alla Regione.

Agricoltore morto a Paternò, lo sfogo di un collega

La tragedia è avvenuta a Paternò, in provincia di Catania: l’agricoltore, 30 anni, è rimasto schiacciato dal suo trattore nel tentativo di spegnere un incendio in un podere nell’area di Ponte Barca.

Il giovane agricoltore stava trasportando con il trattore una botte piena d’acqua per cercare di spegnere le fiamme.

Tuttavia, all’altezza di una curva lungo la strada, il mezzo si è capovolto. L’uomo è rimasto schiacciato ed è morto sul colpo.

Su Facebook un collega della vittima si è sfogato per quanto successo all’amico e con le sue parole attacca anche la Regione che, a sua detta, resta assente di fronte al dramma degli incendi.

Agricoltore morto a Paternò, le parole di un collega

“Le fiamme stanno bruciano i boschi e hanno raggiunto agrumeti, capannoni e aziende agricole. Un ragazzo è morto nel tentativo di andare a spegnere questi ca**o di incendi”, ha detto un collega dell’agricoltore che ha perso la vita a Paternò. Quindi ha aggiunto: “La Regione ci ha lasciati soli in mano agli incendi mafiosi“.

Sono incendi mafiosi di me**a, che ca**o dobbiamo fare? Questi sono incendi della mafia: lo vogliamo capire o no?”, è il suo sfogo.

Agricoltore morto a Paternò, lo sfogo di un collega e il ricordo del sindaco

Oltre allo sfogo di un collega della giovane vittima, è intervenuto sulla notizia il sindaco di Paternò, Nino Naso. “Apprendo con grande dolore della tragica scomparsa del giovane Andrea Di Stefano che con l’intenzione di dare una mano nello spegnere l’incendio divampato in contrada Ponte Barca a Paternò ha perso la vita. Sono notizie che nessuno vorrebbe apprendere”, ha commentato.

Quindi ha sottolineato: “Sono vicino, insieme a tutta l’amministrazione comunale, alla famiglia e agli amici più cari, ai quali invio le più sentite condoglianze. Nel ricordo e in onore di Andrea, proclamerò il lutto cittadino nel giorno dei funerali”.

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