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Toscana, albergatore scrive a una cliente israeliana: scoppia la polemica

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Una turista israeliana annulla un soggiorno in Toscana dopo un messaggio dell’albergatore che lega l’ospitalità alle opinioni sul governo Netanyahu.

Il caso avvenuto in Toscana riporta al centro il delicato rapporto tra opinioni politiche personali e attività turistiche. Un messaggio inviato da un albergatore a una cliente israeliana ha infatti sollevato un acceso dibattito su confini della libertà di espressione, possibili forme di discriminazione e impatto del conflitto israelo-palestinese anche nelle relazioni quotidiane tra cittadini e operatori del settore ricettivo.

Messaggio dell’albergatore a una turista israeliana in Toscana: “Benvenuta se dissenti da Netanyahu”

Una turista israeliana aveva organizzato un soggiorno in Toscana per sé e la sua famiglia attraverso una piattaforma di prenotazioni online, ma poco dopo la conferma è arrivato un messaggio dal proprietario della struttura che ha trasformato la prenotazione in un caso mediatico.

Nel testo, poi diffuso da diversi media e rilanciato da AdnKronos, l’albergatore scriveva: Se voi non condividete la politica del vostro governo siete i benvenuti! Se la condividete sapete come la penso e se vorrete annullare la prenotazione non vi addebiterò nessuna penale.

Nel messaggio, il gestore spiegava di voler prendere posizione rispetto al conflitto in Medio Oriente e alla situazione a Gaza dopo il 7 ottobre 2023, precisando: Lungi da me avere atteggiamenti antisemiti, ho bisogno di sapere la sua opinione su quello che sta facendo il suo governo”.

Secondo quanto ricostruito, la turista avrebbe interpretato la richiesta come una forma di pressione politica e discriminazione legata alla propria nazionalità o alle proprie opinioni. Dopo aver cancellato il viaggio, ha diffuso lo scambio sui social, attirando attenzione internazionale e aprendo anche una segnalazione alla piattaforma di prenotazione, che ora sta esaminando il caso secondo le proprie regole interne contro discriminazioni e comportamenti offensivi.

Reazioni, difesa dell’albergatore e impatto mediatico del caso

L’albergatore, identificato come Pietro Del Zanna e gestore dell’agriturismo “Le Cantine”, ha confermato il contenuto del messaggio difendendo però la propria posizione e negando qualsiasi intento discriminatorio. Intervistato da AdnKronos, ha ribadito: Ho risposto in modo garbato, spiegando qual è la mia posizione, sostenendo che si sia trattato di un’espressione personale e non di un rifiuto dell’ospite. Ha inoltre chiarito la questione economica legata alla cancellazione: “Se decideva di annullare, non le avrei fatto pagare nulla”.

Il proprietario ha insistito sul fatto di non aver mai vietato la prenotazione, ma di aver semplicemente espresso il proprio punto di vista: “Non le ho detto: ‘Tu non devi venire'”. Ha poi aggiunto che la sua posizione nasce da una forte sensibilità verso la guerra in corso, affermando: Credo fermamente che non si possa far passare come se niente fosse quello che sta succedendo in Palestina. Dopo la diffusione della vicenda sui social e su alcuni media israeliani, il caso ha generato un acceso dibattito online, con reazioni polarizzate tra accuse di discriminazione e manifestazioni di solidarietà verso il gestore, che ha parlato anche di critiche e boicottaggi alla sua struttura ma allo stesso tempo di messaggi di sostegno, inclusi quelli provenienti da cittadini israeliani.

Nel corso delle sue dichiarazioni, Del Zanna ha anche richiamato la propria esperienza personale in iniziative pacifiste e di dialogo israelo-palestinese, ricordando progetti culturali basati sul confronto tra narrazioni diverse del conflitto. Tuttavia, alcune sue affermazioni più forti e i riferimenti storici utilizzati hanno contribuito ad amplificare la controversia, trasformando il caso da semplice episodio tra host e cliente a un tema più ampio di libertà di espressione, responsabilità del linguaggio e limiti tra opinione personale e servizio al pubblico nel settore turistico.