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Alessia Pifferi ora chiede una foto della figlia da tenere in carcere

Alessia Pifferi

Alessia Pifferi ora chiede una foto della figlia da tenere in carcere, a darne comunicazione con i giornalisti è stata l’avvocatessa della detenuta

Alessia Pifferi ora chiede una foto della figlia da tenere in carcere, dopo gli accertamenti e in attesa dell’incidente probatorio arriva la richiesta della madre indagata.

A darne comunicazione con i giornalisti è stata l’avvocatessa della Pifferi, Solange Marchignoli, che ha in cura le sue tutele legali nel fascicolo aperto per la morte di stenti ed in solitudine della piccola Diana.

Alessia Pifferi chiede una foto della figlia 

La legale ha riferito che la sua cliente “mi ha chiesto una foto della bambina da tenere in carcere”. E ancora: “È in difficoltà perché nella sua mente si sta schiarendo la storia.

Sta cominciando ad elaborare”. Poi, rispondendo ad una precisa domanda, l’avvocatessa Marchignoli ha detto in chiosa: “ Comunque in qualche modo vedrà i nostri consulenti per gli esami neuroscientifici”. Esami che in un primo momento erano stati negati dal Gip. Sul piano procedurale ci sono stati gli accertamenti anche nell’appartamento dove è morta la piccola Diana, sul suo pannolino, sul cuscino e sul materasso. 

L’incidente probatorio a fine mese

Dal canto suo il gip di Milano Fabrizio Filice ha accolto l’istanza della difesa di “ampliare il quesito della perizia disposta con la formula dell’incidente probatorio”. Che significa? Che il 30 ottobre prossimo la 37enne arrestata a luglio accusata per omicidio volontario dovrà comparire per una seduta in cui verranno “fissate” le prove a suo carico. Il tutto dopo il conferimento degli incarichi ai periti, tra cui Giorgio Portera, il genetista che si è occupato tra l’altro del caso di Yara Gambirasio.