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Allentate le restrizioni Covid in Cina dopo le proteste

Proteste in Cina

In Cina, dopo le proteste, le restrizioni sono state allentate. Una parte del popolo però "vuole la testa" di Xi Jinping e chiede uno Stato democratico.

Cresce sempre di più la rabbia sociale in Cina e il governo di Pechino inizia a tremare e temere il suo popolo.

I cinesi sono esasperati dalle restizioni per perseguire una politica Zero-Covid che Xi Jinping sta portando avanti da 3 anni.

Allentate le restrizioni Covid in Cina dopo le proteste

I Lockdown in Cina sono dei veri e propri arresti domiciliari (se non peggio). I cittadini vengono trattati in maniera disumana e spesso letteralmente barricati in casa con blocchi saldati a fuoco che gli impediscono di uscire. Ebbene, anche la nota tolleranza dei cinesi ha un limite.

Un incendio ha ucciso molte persone dato che non potevano uscire di casa a causa del lockdwon duro. Se non ci fossero state restrizioni quelle vittime si sarebbero evitate.

I cinesei scendono in piazza e sfidano i vertici di partito e la polizia

La gente è stanca e in un periodo era anche aumentato il numero di suicidi. Spesso le proteste avvenivano tra le mura domestiche o sui balconi, ma stavolta i cittadini più coraggiosi hanno sfidato le forze dell’ordine.

Migliaia di persone sono scese in piazza o sono andate negli atenei cinesi con dei fogli bianchi tra le mani per manifestare contro le restrizioni del governo di Pechino.

La Cina si nasconde ma i manifestanti mostrano la realtà dei fatti

I disordini non sono mancati tanto è vero che la polizia ha minacciato di arrestare i manifestanti e ha usato il metodo dell’intimidazione costringendo loro a cancellare foto e video delle proteste. La Cina infatti non vuole far vedere al mondo cosa sta realmente accadendo e utilizza la censura come strumento principale per apparire disciplinata agli occhi degli altri Stati.

Il governo di Pechino “barcolla ma non molla”

Xi Jinping e il ministro della Salute cinese hanno dovuto, almeno stavolta, cedere alle proteste di piazza. Le restrizioni in molte città si state allenantate ed ora i cittadini hanno “diritto” ad anadare addirittura a fare la spesa e le aziende possono spedire pacchi nelle case di coloro che non possono recarsi fuori dalle proprie abitazioni. La leadership però è in pericolo e una parte del popolo ha chiesto addirittura le dimissioni del capo del Partito Comunista Cinese, da poco riconfermato, Xi Jinping.

Tra repressione e proteste: cosa farà il governo cinese?

Nonostante il malcontento popolare, la Cina difficilmente abbasserà la guardia contro il Covid-19. Secondo il regime di Pechino la strategia “Zero Covid” è quella più economica di tutte. Peccato però che i dati dicono il contrario in quanto tale metodo ha fatto collassare interi sistemi economici in tutto il gigante asiatico. La repressione quasi sicuramente ci sarà, tanto che il ministro della Salute ha dichiarato che sui Social Network “ci sono forze con secondi fini che mettono in relazione questo incendio (quello che ha scatenato le proteste) con la risposta locale al Covid“. Ma nonostante il governo sia cieco alle rischieste dei cittadini loro continuano ad urlare e condividere slogan che recitano: “Abbasso il Partito comunista cinese, abbasso Xi Jinping“.