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Aquila simbolo degli USA consegnata a Xi a Pechino

Aquila simbolo degli USA consegnata a Xi a Pechino

Trump ha offerto a Xi un’aquila calva, ha citato la storia di entrambe le nazioni e la serata ha visto i vertici delle big tech al tavolo.

Il 25 settembre 2026 la Casa Bianca ha ospitato una cena di Stato nella storica East Room per accogliere il presidente cinese Xi Jinping. L’evento, trasmesso in gran segreto dai principali canali televisivi, è stato caratterizzato da un gesto simbolico del presidente Donald Trump: la consegna di una scultura d’aquila calva emblema nazionale degli Stati Uniti.

Il dono è stato presentato come frutto della collaborazione tra Trump, la First Lady Melania e un rinomato artista americano. Dopo aver rimosso il drappo che copriva l’opera, Trump ha espresso il desiderio che l’aquila trovi “un posto meraviglioso a Pechino”, sottolineando il spirito di amicizia che dovrebbe caratterizzare i rapporti bilaterali.

Il regalo dell’aquila calva: simbolismo e dichiarazioni di Trump

Nel suo breve intervento, Trump ha definito l’aquila “l’incarnazione dello spirito libero e proteso verso l’alto dell’America”. L’uccello, simbolo di potenza e indipendenza è stato scelto per rappresentare il desiderio di una cooperazione più alta tra le due superpotenze. La nota sulla possibile rappresentazione di un serpente, l’animale zodiacale di Xi (nato nel 1953, anno del serpente), ha alimentato speculazioni sul significato nascosto del gesto.

Il discorso storico di Trump: riferimenti alla storia americana e cinese

Trump ha poi ricordato la prima delegazione cinese ad arrivare negli Stati Uniti a Boston, 158 anni fa, per enfatizzare una lunga tradizione di scambi. Ha citato figure come Sun Tzu, Sun Yat-sen, ma anche eroi della tradizione occidentale: Gerusalemme, Roma, Atene, Sparta e la “libertà proclamata a Philadelphia 250 anni fa”. Il presidente ha sostenuto che, nonostante le differenze di sistema, i legami popolari “non sono mai stati così buoni” e ha suggerito la costruzione di una relazione che promuova “prosperità e sicurezza per le generazioni future”.

La presenza delle big tech e le tensioni mediatiche

Tra gli ospiti seduti a tavoli rotondi, spiccavano i leader delle maggiori aziende tecnologiche: Elon Musk (Tesla, SpaceX), Mark Zuckerberg (Meta), Jeff Bezos (Amazon), Jensen Huang (Nvidia), Sam Altman (OpenAI), Tim Cook (Apple), Sundar Pichai (Alphabet/Google) e Satya Nadella (Microsoft). La loro presenza ha evidenziato l’intersezione tra politica internazionale e innovazione digitale, anche se i canali CNN e MsNow sono stati esclusi dalla copertura, segnalando un nuovo livello di controllo mediatico da parte dell’amministrazione Trump.

Il menu a base di branzino

Il raffinato banchetto ha incluso piatti a base di branzino serviti su tavoli ravvicinati per favorire il dialogo tra i partecipanti. Il contrasto tra la sobrietà del cibo di mare e la pomposità delle dichiarazioni diplomatiche ha creato un’atmosfera di eleganza ma anche di tensione latente, in particolare per le questioni commerciali e di sicurezza che ancora dividono le due nazioni.

In chiusura, Xi ha ribadito l’esigenza di una “convivenza responsabile” tra grandi potenze, evidenziando un “nuovo modello di convivenza” che rifletta le aspettative dei rispettivi popoli. Le parole di entrambi i leader hanno delineato una narrazione di cooperazione strategica, ma la mancanza di trasparenza mediatica e la presenza dei giganti tecnologici suggeriscono che la vera sfida rimanga la gestione di interessi economici e geopolitici sempre più complessi.

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