Nuova escalation degli Houthi in Arabia Saudita, dove una serie di attacchi ha colpito gli aeroporti di Riad e Dammam, provocando vittime, feriti e incendi. I ribelli yemeniti hanno rivendicato i raid e minacciato nuove operazioni contro le infrastrutture strategiche del regno, invitando i viaggiatori a evitare gli scali sauditi. Riad promette una risposta «con fermezza», mentre cresce la preoccupazione per le conseguenze sul traffico aereo e sulla sicurezza regionale.
Attacchi degli Houthi agli aeroporti sauditi: incendio a Riad e nuovi feriti
Il primo raid contro l’aeroporto internazionale Re Khalid avrebbe provocato 12 morti e oltre 300 feriti, secondo le informazioni riportate. Nelle ore successive, lo scalo della capitale è stato nuovamente colpito: un proiettile non identificato ha raggiunto il terminal 4, provocando un incendio per il quale sono intervenute le squadre di emergenza.
Il giorno prima, invece, era stato preso di mira il terminal 3. L’autorità saudita per l’aviazione civile ha confermato che il nuovo episodio ha causato alcuni feriti, mentre sono in corso gli accertamenti sui danni e sulle condizioni di sicurezza della struttura. L’aeroporto risulta ancora chiuso al traffico aereo e, secondo le prime informazioni, le persone coinvolte nell’ultimo attacco sarebbero soprattutto appartenenti alle forze di sicurezza e dipendenti dello scalo.
La nuova offensiva ha interessato anche l’aeroporto di Dammam, nella parte orientale del Paese. Riad ha confermato l’attacco attraverso una comunicazione ufficiale, precisando che «la valutazione dei danni e la verifica della sicurezza delle strutture aeroportuali sono ancora in corso, in coordinamento con le autorità competenti». Nel rivendicare le operazioni, il portavoce degli Houthi, Yahya Saree, ha dichiarato che i raid contro lo scalo della capitale hanno provocato interruzioni del traffico aereo fino alla sua completa sospensione. Tra gli altri obiettivi indicati dal movimento figurano una stazione di servizio collegata alla compagnia petrolifera statale Aramco e una raffineria nella provincia orientale di al-Sharqiyya.
I ribelli hanno inoltre invitato a «evitare gli scali sauditi», alimentando i timori per la sicurezza dei collegamenti aerei. Il governo saudita ha condannato duramente l’offensiva, definendola un «crimine di guerra» e promettendo una risposta «con fermezza». Anche il presidente statunitense Donald Trump ha giudicato l’accaduto «inaccettabile», lasciando aperta la possibilità di un intervento a sostegno di Riad: «Potremmo farlo».
Netanyahu condanna il raid e chiede un’indagine sul film Naza
L’attacco all’aeroporto di Riad ha suscitato reazioni anche in Israele. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha espresso una ferma condanna per quello che ha definito un «orribile attacco terroristico», manifestando solidarietà alle famiglie delle vittime. In un messaggio pubblicato su X, il premier ha scritto: «Condanno con la massima fermezza l’orribile attacco terroristico all’aeroporto internazionale King Khalid di Riad», aggiungendo di voler porgere, a nome del popolo israeliano, le proprie condoglianze ai familiari delle persone uccise.
Parallelamente, Netanyahu ha chiesto l’apertura di un’indagine approfondita nei confronti dei soldati che hanno partecipato al film Naza. L’obiettivo è accertare eventuali responsabilità per presunte violazioni relative alla sicurezza delle informazioni, diffamazione e possibili danni agli interessi politici e di sicurezza dello Stato israeliano. Il premier ha sollecitato che, qualora vengano accertati reati, i responsabili siano perseguiti. I due sviluppi si inseriscono in un quadro regionale già segnato da forti tensioni, mentre l’offensiva degli Houthi contro le infrastrutture saudite riaccende le preoccupazioni per un ulteriore allargamento della crisi.
