La vicenda che ha dominato i dibattiti attorno ai Mondiali 2026 ha un nucleo sportivo e uno istituzionale. Sul piano agonistico, gli Stati Uniti sono stati battuti dal Belgio per 4-1 negli ottavi di finale giocati a Seattle mentre sul versante regolamentare la FIFA ha deciso di sospendere l’esecuzione della squalifica inflitta a Folarin Balogun espulso nella partita precedente contro la Bosnia Erzegovina.
La decisione, legata all’applicazione dell’articolo 27 del Codice disciplinare FIFA e il ruolo attribuito alla chiamata di Donald Trump a Gianni Infantino hanno scatenato un acceso dibattito.
La partita di Seattle: De Ketelaere protagonista e il ko degli Usa
Il match degli ottavi, disputato al San Francisco Bay Area Stadium (sede indicata per le gare negli Stati Uniti), ha visto il Belgio passare in vantaggio già al 9′ grazie a un’azione finalizzata da De Ketelaere giocatore legato all’Atalanta.
La reazione degli Stati Uniti non è riuscita a invertire il risultato: nonostante la presenza in campo di Balogun, la squadra di casa ha subito il nuovo vantaggio del Belgio al 32′ ancora con De Ketelaere protagonista. Il match si è poi chiuso con il punteggio di 4-1 che ha significato l’eliminazione degli Usa dalla competizione.
La prova di Balogun e la gestione della sua presenza
Ricollocato in campo dopo la sospensione della squalifica, Folarin Balogun è stato titolare nella partita contro il Belgio ma la sua apparizione non ha cambiato l’inerzia dell’incontro. Il giocatore, di proprietà del Monaco è stato coinvolto in alcuni tentativi offensivi e in diverse fasi di gioco tra il 23′ e il 82′ ma non è riuscito a incidere in modo decisivo sul risultato finale. Dal punto di vista tattico, la presenza di Balogun non ha impedito alla squadra di subire i colpi del Belgio, che ha saputo sfruttare le sue opportunità offensiva per chiudere l’incontro in modo netto.
La sospensione della squalifica e l’applicazione dell’articolo 27
Il contesto disciplinare trova le sue radici nella partita dei sedicesimi di finale giocata il 2 luglio al San Francisco Bay Area Stadium quando gli Stati Uniti affrontarono la Bosnia Erzegovina. In quell’incontro Balogun fu protagonista di un episodio che portò all’espulsione per un intervento su Tarik Muharemović con conseguente sanzione disciplinare che, di norma, prevedeva la giornata di squalifica automatica. Tuttavia, la FIFA ha deciso di applicare l’articolo 27 del Codice disciplinare che consente all’organo giudiziario di sospendere in tutto o in parte l’esecuzione di un provvedimento disciplinare.
Come è stata motivata la sospensione
Nell’utilizzo dell’articolo 27 la Commissione disciplinare ha optato per la sospensione dell’esecuzione della giornata di squalifica, collocando il giocatore in un periodo di prova: se durante tale arco temporalmente definito Balogun commettesse un’infrazione analoga, verrebbe applicata la sanzione sospesa oltre a eventuali nuove sanzioni. Questa soluzione giuridica, seppur ammessa dal testo normativo, è risultata inusuale perché applicata a una squalifica automatica derivante da un cartellino rosso in occasione della fase finale di un Mondiale, modificando l’interpretazione tradizionale della norma che porta all’annullamento immediato dell’effetto della sanzione.
Accanto agli aspetti regolamentari, è emersa la notizia di un contatto telefonico tra Donald Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino un evento che ha alimentato il dibattito sull’opportunità e sull’indipendenza delle decisioni disciplinari in torneo. La gestione del caso ha ricevuto critiche e richieste di chiarimento, soprattutto da parte delle federazioni interessate, che hanno sollevato questioni rispetto alla coerenza con gli articoli del regolamento che prevedono sanzioni automatiche dopo un’espulsione.
Il doppio livello di questa vicenda — sportivo e normativo — rende il caso uno dei più discussi di questi Mondiali 2026 da una parte la sconfitta netta per 4-1 contro il Belgio e, dall’altra, una modifica procedurale che potrebbe influenzare future interpretazioni disciplinari nel calcio internazionale.
