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Bambino morto a l’Aquila, le parole della la zia di Tommaso: “Era un bambino dolcissimo”

Le parole della zia di Tommaso, il bambino morto a L'Aquila, dopo che una macchina è finita nel giardino di un asilo.

Zia di Tommaso

Tommaso è morto a soli 4 anni a L’Aquila, dopo che una macchina è finita nel giardino di un asilo in cui stava giocando con i suoi compagni. La zia, Giusy Fonzi, lo ha descritto come un bambino dolcissimo, esprimendo tutto il suo dolore. 

Bambino morto a l’Aquila, le parole della la zia di Tommaso: “Era un bambino dolcissimo”

Giusy Fonzi, prozia del piccolo Tommaso, morto dopo essere stato travolto nell’incidente avvenuto all’asilo dell’Aquila, ha parlato del suo nipotino, che ha definito “sorridente, generoso, empatico“. “Tommaso era un bambino dolcissimo. Talmente dolce che forse non era di questo mondo. Perciò è dovuto andar via” ha dichiarato la donna, che ha sottolineato che le cause dell’incidente ormai non importano più. “Noi qui all’Aquila siamo abituati dal terremoto al dolore assurdo.

Cerchi una causa per darti una spiegazione, ma tanto non ti aiuta. Tutti stiamo ancora provando a realizzare ma è troppo doloroso” ha dichiarato la donna, che aveva visto Tommaso la sera prima. “Eravamo nel giardino di mia sorella, sua nonna, mi aveva portato a vedere tutte le nuove piantine e gli ultimi fiorellini nati. Lui era così: un animo puro” ha raccontato la zia del bambino. “Aveva appena quattro anni, compiuti a marzo, ma non l’avresti detto per come parlava.

E soprattutto per come era sempre attentissimo agli altri. Si rendeva subito conto dei cambi di umore e cercava di intervenire per rasserenarli” ha aggiunto. 

La zia di Tommaso: “Ci faceva ridere e ci consolava”

Qualche giorno fa si era chiuso un ditino nella porta. Piangeva perché si era fatto molto male. E io non riuscivo a consolarlo. Non era un capriccio. Non ne faceva mai. E a vedere il suo dolore mi ero intristita.

Lui mi ha guardato. L’ha notato. Mi ha detto: ‘Zia non ti preoccupare. Non è niente’. E ha subito smesso di piangere” ha raccontato Giusy Fonzi, raccontando un episodio che dimostra l’empatia del piccolo Tommaso. “A scuola andava volentieri ma quest’anno c’era stato molto poco. Era stato spesso assente per i soliti malanni dei bambini. Ma era un bimbo socievole. Aveva amichetti e un’espressività facciale unica: sembrava un attore. Tutto quello che pensava, tutte le sue sensazioni le esprimeva facendo facce buffe. Ci faceva ridere e ci consolava. Adesso vorremmo solamente averlo ancora noi…” ha aggiunto la donna. 

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