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Bari calcio, De Laurentiis indagati: il caso Caprile e la perizia contestata

Bari calcio, De Laurentiis indagati: il caso Caprile e la perizia contestata

L'indagine sulla cessione di Elia Caprile dal Bari al Napoli coinvolge Luigi e Aurelio De Laurentiis. La perizia di Garzelli è al centro delle contestazioni.

Aurelio e Luigi De Laurentiis sono indagati a Bari per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta con perquisizioni eseguite dalla Guardia di Finanza nelle sedi di Bari, Napoli e Filmauro e l’acquisizione di una perizia sul trasferimento del portiere Elia Caprile. Il fascicolo ha avuto nuovi sviluppi con la messa agli atti del documento firmato da Claudio Garzelli.

Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2026.

Il procedimento è rilevante per la sostenibilità economico-finanziaria della SSC Bari e per l’ipotesi che alcune operazioni di mercato abbiano inciso sul dissesto. Al centro c’è la cessione di Caprile al Napoli nel luglio 2026, senza sell-on fee e la successiva plusvalenza registrata dai partenopei con la vendita al Cagliari.

Perquisizioni e perizia Garzelli nel fascicolo

Le perquisizioni, disposte dalla Procura di Bari e affidate alla Guardia di Finanza hanno interessato le sedi sociali dei club e gli uffici di tre ex direttori sportivi e di un procuratore sportivo. Sono stati acquisiti bilanci, note integrative e relazioni sulla gestione per accertare eventuali esposizioni di fatti non veritieri o omissioni rilevanti.

Tra i documenti è stata acquisita una perizia firmata da Claudio Garzelli, ex amministratore dell’era Matarrese, ritenuta non giurata.

I consulenti tecnici dell’accusa analizzeranno la perizia per ricostruire i dettagli dell’operazione Caprile. Il club barese, in precedenza, ha riferito che il valore del portiere era stato determinato da una perizia giurata di un soggetto terzo e indipendente. Questo contrasto tra documento acquisito e ricostruzione difensiva è uno dei punti oggetto di valutazione. Filmauro e i due dirigenti sono difesi da legali di fiducia.

Cessione Caprile e plusvalenza nel mirino

Nell’estate 2026 il Bari ha ceduto Elia Caprile al Napoli per 2,2 milioni di euro, trasferendo integralmente il diritto alla successiva rivalutazione del cartellino, senza clausole di partecipazione a futuri incassi. Dopo quattro gare, il portiere è passato in prestito all’Empoli e, successivamente, è stato venduto al Cagliari per circa 8 milioni, generando una plusvalenza di circa 7 milioni in capo ai partenopei. Gli inquirenti valutano se tale differenziale avrebbe dovuto riflettersi, almeno in parte, sul valore dell’asset nei conti del Bari.

Caprile, nato a Verona il 25 agosto 2001, è cresciuto tra Chievo e Leeds United prima dell’approdo al Bari e poi al Napoli. Dopo il prestito all’Empoli, ha confermato qualità e continuità al Cagliari, contribuendo alla salvezza. La sua traiettoria sportiva rende l’operazione un banco di prova sulle valutazioni di mercato e sulla corretta rappresentazione contabile delle transazioni.

Perdite, liquidazione giudiziale e altre operazioni

Nel fascicolo compaiono anche i dossier relativi a Walid CheddiraMehdi Dorval e Michael Folorunsho con passaggi tra Bari e Napoli che hanno sollevato dubbi sulla trasparenza e sull’equa valorizzazione. Gli atti ricostruiscono perdite dal 2019 al 2026 per circa 30 milioni, un patrimonio netto negativo già nel 2026 e un’esposizione debitoria in aumento, elementi richiamati nella richiesta di liquidazione giudiziale della società.

Il contesto sportivo ha visto la retrocessione del Bari in Serie C e l’incertezza sulla gara per la gestione dello stadio San Nicola dove un’eventuale esclusione del club dal bando rappresenta un ulteriore fronte di criticità. Gli accertamenti proseguono su documentazione amministrativa e flussi economici dei trasferimenti, con attenzione agli effetti su patrimonio netto e continuità aziendale.

Le difese e il fronte federale

La difesa di Aurelio e Luigi De Laurentiis ha sostenuto che il corrispettivo per Caprile sia stato determinato da un soggetto terzo, indipendente e professionista, e che le perdite operative rientrino nella fisiologia del settore, coperte dalla proprietà con risorse proprie. Il Bari ha espresso stupore per le contestazioni, ribadendo l’assenza di irregolarità nella gestione e l’adempimento degli impegni economici.

La Procura della Federcalcio ha richiesto gli atti alla magistratura barese per le valutazioni di competenza su eventuali profili di giustizia sportiva. L’analisi della perizia Garzelli, dei bilanci e dei passaggi di calciatori sull’asse Bari-Napoli resta il baricentro dell’inchiesta, in attesa degli esiti delle verifiche tecniche e delle eventuali determinazioni sia penali sia federali.

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