La vicenda del mancato tesseramento di Giovanni Malagò continua a tenere banco nel mondo del calcio italiano. La Procura generale dello Sport guidata da Ugo Taucer ha infatti respinto la richiesta di archiviazione presentata dal capo della Procura federale della FigcGiuseppe Chinè. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni significative sul futuro della Federcalcio.
La decisione della Procura generale dello Sport
La decisione di Taucer è stata comunicata direttamente a Chinè e, per conoscenza, al presidente del ConiLuciano Buonfiglio. Si tratta di una risposta interlocutoria che lascia ancora aperta la vicenda. Nella relazione, Taucer invita la procura Figc a integrare l’attività istruttoria sul caso sollevato dal ricorso presentato in campagna elettorale dall’avvocato Renato Miele escluso dalla corsa alla presidenza della Figc.
Le richieste di Taucer
Taucer ha chiesto alla Procura federale della Figc di sottoporre la questione agli organi federali affinché adottino delle linee condivise con il Coni. La questione potrebbe quindi finire sul tavolo del presidente del Comitato olimpico Luciano Buonfiglio e non è escluso che possa diventare un argomento all’ordine del giorno della Giunta del Coni in programma già la prossima settimana.
Il mancato tesseramento di Malagò
La questione riguarda il mancato tesseramento di Malagò e i requisiti necessari per la sua candidatura. Secondo Miele, infatti, non essendo tesserato, Malagò non avrebbe avuto i requisiti per candidarsi. Taucer non sarebbe rimasto convinto dalla ricostruzione di Chinè e ha chiesto al capo della Procura federale della Figc di svolgere ulteriori indagini e approfondimenti. Ora sarà il Coni a dover valutare come procedere.
Chiné, infatti, avrebbe accertato il mancato tesseramento del presidente Malagò, ma nei documenti che verranno depositati al Coni a inizio settimana il procuratore federale proporrebbe l’archiviazione del caso richiamando al fatto che la candidatura sia stata ritenuta idonea dagli uffici anche in base ai precedenti del recente passato. Ci sono citazioni e riferimenti che ora verranno valutati da Taucer, mentre il presidente della Federcalcio manifesta assoluta tranquillità di fronte a questo procedimento.
I precedenti e le interpretazioni dello Statuto federale
Un’interpretazione che lo stesso Procuratore generale del Coni, Ugo Taucer, tre anni fa, nell’archiviare un procedimento a carico di un consigliere regionale, e l’anno dopo nel chiudere l’esposto a carico di Gravina, sottoscrisse. La palla ora passa al Coni, con il procuratore generale chiamato ad agire dopo la risposta della Procura federale della Figc. Le ipotesi sono sostanzialmente tre: archiviare il fascicolo, deferire Malagò alla Corte Federale se ritiene ci siano state violazioni lievi oppure coinvolgere la Giunta del Coni per verificare se l’elezione di Malagò sia stata corretta a tutti i livelli con la possibile decadenza.
Perché è il Coni ad avere il controllo sulla Federcalcio e quindi sarà sua l’ultima parola su questo caso dopo che il Procuratore Taucer ha chiesto di indagare a Chiné in base all’ex articolo 47, comma 1, del Codice della Giustizia Sportiva. Nell’attesa del Coni, però, toccherà alla Corte Federale della Figc dare una risposta a Miele: l’11 settembre è in programma una seduta per valutare il suo nuovo ricorso, già bocciato l’8 agosto scorso dal Tribunale Federale, sulla posizione di Malagò e sugli atti che hanno portato alla sua elezione.
