> > Berlusconi su Meloni, Vannacci e la strategia europea di Mediaset

Berlusconi su Meloni, Vannacci e la strategia europea di Mediaset

Berlusconi su Meloni, Vannacci e la strategia europea di Mediaset

Pier Silvio Berlusconi difende la premier, mette in guardia sulla propaganda di Vannacci e presenta la riorganizzazione europea di MFE con obiettivi su palinsesti e piattaforma digitale

Durante la presentazione dei palinsesti e della strategia industriale, pier silvio Berlusconi ha unito temi di politica e business. Da una parte ha manifestato il proprio sostegno al presidente del Consiglio e la reazione di indignazione verso le parole pronunciate dall’estero; dall’altra ha illustrato la direzione strategica di MFE-MediaForEurope fondata su specializzazione, taglio delle attività non core e investimenti in televisione e contenuti.

Nel corso dell’incontro con la stampa l’ad ha anche commentato la comparsa politica del generale Roberto Vannacci: sebbene ne riconosca le doti comunicative, si è detto prudente finché non verrà presentato un programma politico coerente con il centrodestra. Sul piano industriale, Berlusconi ha spiegato la scelta di cedere asset non strategici in Germania per concentrare risorse su palinsesti, produzioni e su una piattaforma digitale europea integrata.

Dichiarazioni politiche: appoggio a Meloni e riserva su Vannacci

Nel giudizio politico Pier Silvio ha voluto chiarire che non intende suggerire mosse al governo: «non è il mio mestiere», ha detto, ribadendo però che il primo ministro «fa un grande lavoro». Ha espresso stima per la gestione dei rapporti internazionali e ha definito offensive le parole rivolte all’Italia da figure internazionali, motivo per cui ha confermato il suo sostegno.

Sul tema specifico di Roberto Vannacci l’ad ha usato un atteggiamento di attesa: riconosce che «l’Italia conosce fenomeni che emergono dal nulla» e che Vannacci è «un bravo comunicatore», ma ha sottolineato che, allo stato delle prese di posizione viste finora, la sua propaganda appare incompatibile con la linea attuale del centrodestra.

Piano industriale di MFE: ridurre ricavi per aumentare margini e investire

Berlusconi ha spiegato che la ristrutturazione del gruppo passa per una semplificazione del perimetro industriale: la cessione di partecipazioni non strategiche in ProSiebenSat.1 ha l’obiettivo di abbassare i ricavi apparenti ma alzare i margini e liberare liquidità per la televisione e i contenuti. Il piano ha già generato sinergie e risparmi significativi, con alcune cessioni completate e risultati economici tangibili. L’espansione europea del gruppo ha portato a un aumento dei ricavi complessivi e della quota d’ascolto in prima serata, consolidando la posizione di MFE su più mercati.

La centralità della televisione e la piattaforma europea

Al centro della strategia resta il mestiere storico del gruppo: «noi siamo editori televisivi», ha rimarcato Berlusconi, sottolineando la volontà di puntare su palinsesti nazionali, informazione e intrattenimento in diretta. Il progetto include la creazione di una piattaforma digitale unica che integrerà l’esperienza italiana con infrastrutture tedesche, con l’obiettivo di offrire agli inserzionisti una audience europea certificata e ampia. Il gruppo prevede di trasferire il modello italiano anche sui mercati spagnolo e tedesco, con impatti sui palinsesti e sull’offerta commerciale.

Rapporti con la Rai e tensioni sulla governance del mercato tv

Le relazioni con la tv pubblica sono state toccate più volte: Berlusconi ha definito mancata una opportunità di consolidamento tra società di infrastrutture, lamentando richieste ritenute incomprensibili da parte del servizio pubblico. Pur difendendo la centralità del servizio pubblico non ha mancato di mettere in evidenza i dati di ascolto favorevoli a Mediaset e alcune critiche sulle scelte di programmazione serale. Ha inoltre confermato la disponibilità a coordinare gli orari di access prime time, se la controparte dovesse muoversi, ribadendo però che molte scelte restano dall’altra parte e che MFE non intende rinunciare alla propria competitività.

Nel complesso, il messaggio dell’ad è duplice: sul fronte politico esprime un appoggio misurato al governo e prudenza verso nuovi soggetti emergenti; sul fronte industriale punta a una concentrazione sulle attività core, a una piattaforma digitale europea e a una maggiore efficienza operativa per competere con i grandi operatori del web senza emularli direttamente.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app