> > "Birra mai repertata", nuovo giallo sul delitto di Garlasco: la scoperta

"Birra mai repertata", nuovo giallo sul delitto di Garlasco: la scoperta

"Birra mai repertata", nuovo giallo sul delitto di Garlasco: la scoperta

Delitto Garlasco, la birra mai repertata nella villetta torna al centro del caso: il dettaglio emerso nella puntata di Filorosso.

Il caso Garlasco torna sotto i riflettori con nuovi dubbi sugli elementi raccolti nella villetta di Chiara Poggi. A Filorosso sono stati analizzati reperti e dettagli del sopralluogo, dalla pattumiera con i resti dell’ultima colazione alla lattina di birra presente nella cucina e mai repertata, fino alle impronte individuate sulla scena del delitto.

Impronte e nuove valutazioni sulle prove: attesa per gli sviluppi sul fronte Sempio

Oltre agli oggetti presenti nella villetta, l’attenzione si è concentrata sulle tracce lasciate sul pavimento della casa dei Poggi. Alcune nuove valutazioni hanno riportato al centro del dibattito le impronte di scarpe individuate sulla scena del delitto, in particolare quelle definite a forma di “V”. Una ricostruzione elaborata dal grafico Mario Felici e mostrata a Filorosso ha ipotizzato una possibile corrispondenza tra quei segni e il modello della suola delle scarpe Lacoste indossate da Stasi secondo quanto da lui dichiarato.

Se confermata, questa lettura potrebbe suggerire che quelle impronte siano state lasciate dopo l’ingresso nell’abitazione, quando Stasi avrebbe trovato il corpo di Chiara, e non necessariamente dall’autore dell’omicidio.

L’interpretazione, però, non trova consenso unanime. L’ex comandante dei Ris Luciano Garofano ha ridimensionato il valore di questo elemento, affermando: “Ma anche se ci fossero una o due di queste presunte impronte, è poco rilevante: dove sono le altre? Perché le persone non volano“.

Nel frattempo proseguono gli accertamenti della Procura di Pavia sulla posizione di Andrea Sempio, il nuovo indagato nel procedimento, con una possibile chiusura delle indagini attesa per il 28 settembre. La difesa di Stasi continua a sostenere che alcuni aspetti della vicenda meritino ulteriori approfondimenti. L’avvocato Antonio De Rensis, intervenendo a Filorosso, ha richiamato l’attenzione su alcuni passaggi della sentenza: “Ricordo ai gentili telespettatori, è una sentenza che recita da subito: ‘Alberto Stasi ha dissimulato un incidente domestico’. Quando poi noi invece scopriamo che i due carabinieri hanno detto: ‘Siamo noi che abbiamo pensato a un incidente domestico’”. Il legale ha inoltre ricordato la testimonianza del carabiniere Narcisi sullo stato emotivo di Stasi dopo la scoperta del corpo: “Dobbiamo ricordare che il carabiniere Narcisi, che è colui che accoglie Stasi, ha detto di averlo visto in uno stato di fortissima agitazione“.

Guardando ai prossimi mesi, De Rensis ha aggiunto: “Io attendo con grande fiducia il mese di settembre. Siccome c’è gente che registra ogni sillaba di quello che dico e poi dice, ‘l’avvocato di Stasi ha detto questa cosa’, allora io mi espongo e attendo questo settembre, che a mio modesto avviso ci porterà tante novità riferite al 2007“.

“Birra mai repertata” nel caso Garlasco: il nuovo dettaglio sulla scena del delitto che riapre i dubbi

A quasi vent’anni dalla morte di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a essere al centro di nuove analisi e discussioni. Durante Filorosso su Rai 3 sono tornati sotto esame alcuni dettagli della scena del crimine, in particolare gli elementi legati alla cucina della villetta e alla pattumiera che conteneva i resti dell’ultima colazione della giovane. Secondo il professor Francesco Maria Avato, consulente della difesa di Alberto Stasi, ci sarebbe una possibile incongruenza tra alcune confezioni di Estathé presenti nell’abitazione. “Quello che mi sembra possa emergere adesso – sostiene il professor Francesco Maria Avato, medico legale e consulente della difesa di Alberto Stasi – è una discrepanza tra il lotto contenitore di Estathé ancora presente nel frigorifero e quello ritrovato nella pattumiera“.

Il medico legale ha evidenziato anche le difficoltà incontrate dalla difesa durante le prime fasi degli accertamenti, sostenendo che alcuni reperti non poterono essere analizzati direttamente. “Noi – sostiene Avato – non eravamo in condizione di repertare nulla. Potevamo soltanto osservare e fotografare. Non ci fu consentito nemmeno di esaminare la pattumiera“. Secondo la sua ricostruzione, il contenuto del cestino sarebbe stato successivamente modificato: “Quando chiedemmo di preservarla ci fu sorpresa da parte dell’allora maggiore Cassese. Successivamente, però, qualcun altro ha manipolato il contenuto della pattumiera, indipendentemente da noi“.

Tra gli elementi mostrati durante la trasmissione anche una lattina di birra attribuita ad Alberto Stasi, presente nelle immagini del sopralluogo ma mai repertata, oltre ad altri alimenti ancora visibili nella cucina della casa, come banane e pomodorini.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Filorosso (@filorosso_rai)

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app