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Delitto Garlasco, Andrea Sempio e la bottiglia d’acqua senza tappo: cosa non torna

Delitto Garlasco, Andrea Sempio e la bottiglia d’acqua senza tappo: cosa non torna

Caso Garlasco, nuovi interrogativi sulla bottiglietta d’acqua di Sempio e sul bric di Estathé trovato nella spazzatura di casa Poggi.

Il caso Garlasco si arricchisce di nuovi interrogativi: al centro delle verifiche ci sono una bottiglia d’acqua che Andrea Sempio avrebbe acquistato a Vigevano il 13 agosto 2007 e il bric di Estathé trovato nella spazzatura di casa Poggi.

I dubbi sulla spazzatura di casa Poggi a Garlasco

Durante la puntata di ieri a “Zona Bianca” è tornato sotto esame il bric di Estathé trovato nella spazzatura di casa Poggi, sulla cui cannuccia era stato individuato il DNA di Alberto Stasi.

Il confronto con i quattro contenitori ancora integri trovati in frigorifero pare abbiano evidenziato differenze nelle etichette. Chiara Poggi aveva acquistato la confezione cinque giorni prima dell’omicidio, mentre il bric nel cestino, secondo l’incidente probatorio, sarebbe stato prodotto a giugno 2007: due lotti differenti che sollevano interrogativi sulla provenienza del prodotto.

Dubbi anche sulla gestione della pattumiera.

I consulenti di Stasi avevano fotografato il cestino il 3 ottobre 2007 e successivamente rilevato cambiamenti nel contenuto. Gennaro Cassese, durante un controllo dell’aprile 2008, avrebbe commentato: Me la ricordavo più piena. Antonio De Rensis ha ammesso: Come me lo spiego? E’ una bella domanda, faccio fatica a dare una risposta, osservo questa differenza.

Umberto Brindani ha sottolineato: Il bric nella spazzatura non coincide con quelli nel frigo, ha sicuramente un’altra provenienza, mentre Liborio Cataliotti ha evidenziato la tardività della repertazione.

Luigi Grimaldi ha invece richiamato un filmato in cui si sente una voce chiedere C’è l’Estathé?”, definendo il particolare “inquietante” e sollevando dubbi sulla gestione dei rifiuti. Massimo Lovati ha ricordato che il sacchetto non era stato considerato nelle indagini del 2007 né nel processo Stasi.

Caso Garlasco, Sempio incastrato dalla bottiglia senza tappo?

Un nuovo tassello si inserisce nel caso Garlasco e riguarda una bottiglietta d’acqua che Andrea Sempio avrebbe acquistato a Vigevano la mattina del 13 agosto 2007, giorno in cui Chiara Poggi venne uccisa. A riferire l’episodio sarebbe stata la madre di Sempio, ricordando anche un dettaglio preciso: il venditore avrebbe tolto il tappo prima di consegnare la bottiglia. Un elemento che potrebbe avere un peso nella ricostruzione degli spostamenti di Sempio e, soprattutto, nella domanda su dove si trovasse quella mattina. Il tema è stato approfondito durante la puntata di “Zona Bianca”, condotta da Giuseppe Brindisi, andata in onda ieri sera.

Sempio, però, nel corso dell’ultimo interrogatorio pare abbia dichiarato di non ricordare di aver bevuto proprio quella bottiglietta: C’è stato un periodo in cui i bar a Vigevano ti davano le bottigliette senza tappo, per ragioni di sicurezza e cose così, quindi mi ricordo quel fatto lì. Però se quella mattina ho bevuto questa bottiglietta d’acqua, francamente non me lo ricordo”.

La redazione del programma ha quindi cercato di verificare l’esistenza del provvedimento richiamato nel racconto. L’inviata si è prima rivolta alla Prefettura di Pavia e successivamente al Comune di Vigevano. Maranta Colacicco, segretario generale del Comune, avrebbe spiegato: Abbiamo rinvenuto dai registri ufficiali proprio l’ordinanza numero 247 dell’anno 2007 che è ad oggetto dei provvedimenti viabilistici provvisori disposti in occasione della tradizionale fiera che si tenne il 13 agosto. Nel documento, tuttavia, non sarebbe presente alcun riferimento alla vendita di bottiglie prive di tappo. Anche i commercianti della piazza indicata da Sempio non avrebbero ricordato una simile pratica.

Una disposizione relativa ai tappi sarebbe effettivamente comparsa negli atti, ma risalirebbe al 2019 e riguarderebbe un evento organizzato al Castello di Vigevano. L’avvocato di Sempio, Liborio Cataliotti, ha spiegato di aver svolto a sua volta verifiche senza trovare elementi utili a confermare il racconto della madre: “Noi avevamo fatto un’indagine simile, non avevamo trovato elementi utili ad avvalorare la tesi della mamma di Sempio, ma non abbiamo avuto responso, quelli che mancano sono i provvedimenti conseguenti, stiamo aspettando altre risposte”.

Brindisi ha poi riferito la conclusione della verifica della redazione: Abbiamo avuto una risposta definitiva dalla Prefettura, che ci autorizza a dire la non esistenza di un’ordinanza relativa ai tappi delle bottiglie.

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