Con la stagione della dichiarazione dei redditi torna centrale il tema delle agevolazioni fiscali legate al modello 730 e, in particolare, al cosiddetto bonus scuola. Le famiglie possono infatti beneficiare di detrazioni sulle spese scolastiche sostenute per i figli, con nuove soglie e regole aggiornate che rendono ancora più importante conoscere cosa si può portare in detrazione e come compilare correttamente la dichiarazione.
Spese scolastiche detraibili: cosa rientra nel bonus scuola e cosa cambia nel 2026
Con l’avvio della stagione della dichiarazione dei redditi si concentra l’attenzione sulle agevolazioni fiscali che permettono di ridurre le imposte dovute. Tra queste rientrano le detrazioni per le spese di istruzione, aggiornate dalla Legge di Bilancio 2025 con effetti già nel 2026.
Il limite massimo detraibile per ciascun studente è stato innalzato da 800 a 1.000 euro, su cui si applica l’aliquota del 19%, con un beneficio massimo pari a 190 euro per alunno. La misura riguarda la frequenza di scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, senza distinzione tra istituti pubblici, comunali o paritari privati.
Come riportato dalla Legge di Bilancio, sono ammesse diverse voci di spesa: tasse di iscrizione e frequenza, mensa scolastica, trasporto organizzato da scuole o enti esterni, attività integrative come laboratori linguistici, musicali, teatrali e progetti extracurricolari, oltre a gite e iniziative culturali e ricreative. Restano invece escluse dal calcolo le spese per libri di testo, cancelleria, zaini e materiale scolastico. Un’eccezione è prevista per gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) certificati, per i quali è possibile detrarre al 19% anche strumenti didattici e supporti tecnici o informatici compensativi necessari allo studio.
Per gli asili nido esiste un regime distinto, che consente la detrazione fino a 632 euro per figlio oppure, in alternativa, l’accesso al Bonus Nido fino a 3.000 euro annui in base all’Isee. Anche l’istruzione universitaria segue regole differenti: per le università pubbliche la detrazione del 19% si applica sull’intero importo senza limiti, mentre per gli atenei privati esistono tetti variabili in base all’area disciplinare e alla zona geografica.
Bonus scuola 2026: regole fiscali, limiti e compilazione del modello 730
Per ottenere il bonus è indispensabile che i pagamenti siano tracciabili: bonifico, carte elettroniche o app digitali sono obbligatori, mentre il contante esclude automaticamente il beneficio anche in presenza di ricevuta. Ogni documento deve riportare con chiarezza la natura della spesa e il codice fiscale dello studente, altrimenti può essere contestato in sede di controllo fiscale. La detrazione spetta per figli fiscalmente a carico, cioè con reddito annuo non superiore a 2.840,51 euro, soglia che sale a 4.000 euro per i minori di 24 anni. Inoltre, l’importo effettivamente recuperabile può ridursi per effetto delle regole di progressività legate al reddito del genitore, che prevedono una diminuzione delle detrazioni per i redditi più elevati fino al loro azzeramento.
Dal punto di vista operativo, le spese scolastiche vanno inserite nel modello 730, quadro E, righi E8-E10, con codice 12 e limite massimo di 1.000 euro per figlio. Il modello precompilato sarà consultabile dal 30 aprile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, mentre dal 15 maggio sarà possibile modificarlo o inviarlo definitivamente; la scadenza finale è fissata al 30 settembre 2026.
In caso di 730 precompilato, molte spese risultano già inserite, ma è comunque necessario verificare l’esattezza dei dati prima dell’invio. In termini di risparmio, una famiglia con più figli può ottenere benefici significativi: ad esempio, due studenti possono generare fino a 380 euro di detrazione complessiva, mentre tre figli possono arrivare a circa 570 euro, a condizione che tutte le spese siano correttamente documentate e tracciate.