Borgo Vecchio Palermo, 17 mafiosi in manette dopo confessione di commercianti
Borgo Vecchio Palermo, 17 mafiosi in manette dopo confessione di commercianti
Palermo

Borgo Vecchio Palermo, 17 mafiosi in manette dopo confessione di commercianti

borgo vecchio

Sono stati arrestati a Palermo ben 17 boss mafiosi che operavano su Borgo Vecchio. L'operazione è stata resa possibile grazie alla confessione dei commercianti.

Borgo Vecchio Palermo, il clan mafioso è stato falcidiato questa mattina con ben 17 arresti. Ben 17 persone sono state messe in manette dai carabinieri con l’accusa di associazione mafiosa, tentato omicidio, estorsione, rapina, non regolare detenzione di armi e munizione, ed infine falsa intestazione di beni. Gli inquirenti hanno lavorato sul caso per circa un anno. Ad essere decisive, sono state le confessioni di ben 18 commercianti, che hanno ammesso di aver pagato il pizzo. Le indagini sono partite dalle intercettazioni e dalle ammissione di due pentiti.

Borgo Vecchio Palermo

L’operazione nel Borgo Vecchio Palermo è stata svolta dai carabinieri del Nucleo Investigativo della città. L’inchiesta, che è coordinata dalla dda, è il naturale proseguimento di operazioni condotte nei confronti degli affiliati del mandamento mafioso di Porta Nuova negli ultimi sei anni. Un importante passo nella lotta contro la mafia è stato compiuto: il clan di Borgo Vecchio è stato duramente colpito da questi 17 arresti.

Tutto è iniziato con le intercettazioni, ma soprattutto con le rivelazioni di due pentiti. È stato quindi relativamente semplice individuare assetti e dinamiche della cosca.

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Borgo Vecchio Palermo pericoloso

L’indagine, gestita dai carabinieri e coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, ha portato al ritrovamento di quello che si può definire ‘libro mastro‘ del pizzo. Si tratta di una sorta di documento contabile, dove vi sono registrati l’indicazione delle vittime e dell’andamento delle estorsioni. Sono stati ricostruiti inoltre 14 taglieggiamenti a imprenditori e commercianti della zona del Borgo Vecchio, nella zona di Borgo Vecchio. Questi erano costretti a versare a cosa nostra dei grossi pagamenti di denaro per evitare ritorsioni che, in qualche circostanza, sono avvenute realmente e sono state registrate dai carabinieri. Alcune vittime, sentite dagli agenti, hanno confermato di aver pagato il pizzo e le pressioni subite.

Chi ha avuto il coraggio di confessare, adesso tira un sospiro di sollievo. Ben 18 commercianti, convocati in caserma, hanno avuto il coraggio di ammettere che pagavano il pizzo.

Uno di questi, ha chiesto ai carabinieri “cosa succederà adesso?”, ma nessuno ora come ora può dirlo con certezza. Ci auguriamo tutti che il quartiere di Borgo Vecchio sia meno inquinato, e che ci rimanga. Ma adesso, a Palermo, ci sono 60 scarcerati in libertà che preoccupano gli inquirenti in ottica antimafia. La cifra comprende capi e gregari, che sono tornati liberi cittadini. E che sono in pericolo. Uno di questi, infatti, è già stato ammazzato alla vigilia dell’anniversario della strage Falcone. Non una data qualsiasi. Non è affatto un bel segnale, si tratta di una chiara dichiarazione di intenti da parte di qualcuno che vuole far capire a tutti che è lui che comanda. Pochi mesi fa, è apparsa invece una croce in tribunale, sulla porta dell’ufficio di Nicola Aiello. Questo giudice ha processato il clan del Borgo Vecchio.

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