La cattura e l’arresto del boss Roberto Mazzarella rappresenta un nuovo colpo alle organizzazioni criminali attive nell’area napoletana, segnando la fine di una lunga latitanza e riportando l’attenzione sulle dinamiche interne ai clan e sulle indagini coordinate dalla magistratura antimafia. Al centro del procedimento anche le accuse legate all’omicidio di Antonio Maione.
Arresto del latitante a Vietri sul Mare: catturato il boss Roberto Mazzarella
La latitanza di Roberto Mazzarella, ritenuto il vertice dell’omonimo clan attivo a Napoli e provincia, si è conclusa nella notte in un resort di lusso situato a Vietri sul Mare, nella costiera salernitana. Come riportato dall’Ansa, l’uomo si trovava in una struttura dal costo di circa mille euro a notte insieme alla moglie e ai due figli, dove si era registrato utilizzando generalità false. L’intervento dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, supportati da diverse unità operative e coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia, ha permesso di individuarlo al termine di un’attività investigativa durata circa un anno. Al momento della cattura, avvenuta senza alcuna reazione, è stato notificato il mandato d’arresto europeo emesso nei suoi confronti.
Inserito tra i soggetti “di massima pericolosità” dal Ministero dell’Interno, Mazzarella era ricercato dal gennaio 2025 dopo essere sfuggito a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati diversi oggetti di valore e materiale utile alle indagini, tra cui “3 orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, alcuni documenti falsi, cellulari, smartphone e manoscritti relativi ad una verosimile contabilità”. All’attività hanno partecipato anche lo Squadrone “Cacciatori di Calabria”, le Api del gruppo di Napoli e una motovedetta della Capitaneria di porto di Salerno per il controllo delle aree costiere.
Il boss Roberto Mazzarella catturato in un resort: arrestato uno tra ricercati più pericolosi
Il boss, classe 1978 e nipote di storici capi clan, è considerato uno dei principali esponenti della criminalità organizzata nell’area partenopea e figura tra i soggetti più rilevanti nella gestione delle dinamiche criminali locali. Secondo le accuse, sarebbe coinvolto come mandante nell’omicidio di Antonio Maione, avvenuto il 15 dicembre 2000 a San Giovanni a Teduccio, episodio inquadrato in una lunga faida tra clan e riconducibile a una vendetta trasversale. In quel contesto, la vittima sarebbe stata estranea agli ambienti camorristici, elemento che rafforza l’ipotesi investigativa della ritorsione indiretta.
Le indagini, sostenute anche dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno portato a individuare Mazzarella insieme ad altri soggetti come presunti responsabili dell’omicidio. Tra i riferimenti emersi figura anche il nome di un ex affiliato che avrebbe contribuito a ricostruire i fatti. Come ricordato dagli inquirenti, la Dda è certa delle responsabilità contestate, pur restando necessario il rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Dopo oltre un anno di irreperibilità, iniziata a seguito della mancata cattura nel gennaio 2025, la sua latitanza si è conclusa con l’arresto avvenuto nella struttura ricettiva della costiera amalfitana.
🔵#Salerno Si nascondeva in un resort da 1000 euro a notte a Vietri sul Mare dove lo hanno rintracciato i Carabinieri la notte scorsa: è finita così la latitanza di Roberto Mazzarella, capo dell'omonimo clan egemone a Napoli. Era nell'elenco dei latitanti di massima pericolosità pic.twitter.com/XYwNZqlum2
— Rai Radio1 (@Radio1Rai) April 4, 2026