L’Italia continua a fare i conti con la terza ondata di calore di questa estate, ma finalmente si intravede una luce in fondo al tunnel. Secondo il bollettino del ministero della Salute oggi, domenica 19 luglio, ben 14 città sono in allerta massima con il livello 3 di rischio per la salute della popolazione generale.
Tuttavia, già da domani, lunedì 20 luglio, l’afa concederà una tregua a gran parte del Nord Italia.
Le città in allerta massima oggi
Le città in allerta massima oggi sono: Bari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma e Viterbo. Queste località sono contrassegnate dal bollino rosso che indica il livello 3 di rischio per la salute.
Inoltre, quattro città sono in bollino arancione (livello 2, con rischi per i gruppi fragili): Ancona, Catania, Messina e Reggio Calabria. Otto città sono invece in bollino giallo mentre Trieste è già in bollino verde.
La situazione migliora domani
Il bollettino del ministero della Salute prevede che, già da domani, il bollino verde tornerà a interessare alcune città.
In particolare, sette città del Nord Italia torneranno al livello di allerta zero: Bologna, Brescia, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona. Bolzano, Ancona e Cagliari saranno invece in bollino giallo. Tuttavia, restano ancora 17 città con il bollino rosso tra cui Bari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo.
L’impatto del caldo sulla salute
Le temperature estreme di questo periodo hanno causato un eccesso di mortalità nella fascia over 65 del 3%. Anche a livello europeo, si contano 10.000 decessi in eccesso rispetto alla media stagionale. Secondo i dati dell’ultima riunione della cabina di regia istituita presso il ministero della Salute, giugno è stato il secondo mese più caldo di sempre, con temperature di +1.78°C superiori alla media.
Le condizioni di rischio due e tre si sono verificate con una media di 10 giorni al Nord, 10 giorni al Centro e 4 giorni al Sud, da metà giugno a fine mese. Tuttavia, in alcune città l’allerta è stata prolungata: ad esempio, a Torino i giorni con bollino arancione e rosso sono stati 23.
Le contromisure in Italia
Il Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute prevede diversi servizi, tra cui il sistema di allarme tramite i bollettini, il sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera e degli accessi al Pronto Soccorso. Gli interventi si rivolgono in particolare alle categorie fragili e coinvolgono le principali strutture sanitarie a livello locale e nazionale. Tuttavia, si cercano di affrontare l’emergenza anche a livello sociale, impegnandosi ad aprire e a mappare spazi pubblici comunali e centri sociali climatizzati.
I sindacati, come la CGIL denunciano che le misure in vigore sono carenti per quanto concerne la tutela dei lavoratori, in particolare delle categorie a rischio come i rider, che hanno manifestato nei giorni scorsi per ottenere migliori condizioni lavorative.
L’emergenza caldo in Europa
Temperature anomale sono state registrate in tutta Europa. Tra i Paesi più colpiti ci sono Francia, Germania, Belgio e Paesi Bassi, che hanno osservato temperature dai 4 ai 6°C superiori alla media. Spagna, Portogallo e Italia risultano invece i Paesi più caldi nell’area mediterranea.
Secondo i dati EuroMOMO il servizio europeo di monitoraggio della mortalità, ci sono stati almeno 10.000 decessi in eccesso nel periodo di giugno, in corrispondenza delle ondate di calore. Oltre 9000 di questi decessi riguardano gli over 65 e, secondo gli analisti, sono dovuti al caldo estremo.
