L’Italia è in piena emergenza caldo con temperature che continuano a salire. Secondo gli ultimi bollettini del Ministero della Salute venerdì 26 giugno ben 18 città saranno in allerta massima a causa delle ondate di calore. La situazione è critica, con temperature percepite che potrebbero superare i 40 gradi in diverse aree del paese.
Le città in allerta massima
Già oggi, giovedì 25 giugno, 17 città sono segnate dal bollino rosso indicativo di condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive, non solo sui gruppi più vulnerabili come anziani, bambini e persone con malattie croniche. Tra queste città troviamo AnconaBariBolognaBolzanoBresciaFirenzeFrosinoneLatinaMilanoPerugiaPescaraRietiRomaTorinoVeneziaVerona e Viterbo.
Domani, venerdì 26 giugno, la situazione peggiorerà ulteriormente con l’aggiunta di Genova all’elenco delle città in allerta massima.
Le temperature massime percepite potranno raggiungere i 37 gradi a Milano e Firenze i 36 gradi a Roma e Bolzano e i 35 gradi a Torino e Venezia.
Le dichiarazioni del Ministro della Salute
Il ministro della SaluteOrazio Schillaci ha annunciato la convocazione di un tavolo tecnico sull’emergenza caldo. “Abbiamo iniziato ad emanare i bollettini sulle ondate di calore già dal 25 maggio con tre giorni di previsione ogni volta.
C’è grande attenzione”, ha spiegato Schillaci. “Dobbiamo tutelare le persone più fragili, gli anziani ed i bambini”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza di adottare misure preventive per affrontare le alte temperature.
Il ministro ha anche ricordato il decalogo del ministero con le indicazioni per affrontare le alte temperature, evidenziando la necessità di proteggere le persone più vulnerabili. Il tavolo tecnico valuterà le misure da adottare per mitigare gli effetti del caldo estremo.
L’impatto sull’agricoltura e l’economia
L’ondata di calore non colpisce solo la salute delle persone, ma ha anche un impatto significativo sull’agricoltura e l’economia. Secondo Cia-Agricoltori Italiani l’ondata di calore del 2026 potrebbe costare al settore primario oltre 1,5 miliardi di euro tra perdite produttive e ore di lavoro compromesse.
Temperature elevate, scarsità d’acqua e stress termico mettono sotto pressione colture e allevamenti, con possibili ricadute sui prezzi di frutta, verdura e altri prodotti più esposti. L’associazione chiede una strategia nazionale sull’acqua investimenti in reti e bacini di accumulo, irrigazione di precisione, riuso delle acque reflue e strumenti più rapidi per coprire il rischio climatico.
L’emergenza italiana si inserisce in un quadro europeo sempre più segnato dagli effetti della crisi climatica. Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanitàTedros Adhanom Ghebreyesus ha scritto sui social che l’ondata di caldo in Europa sta causando la chiusura delle scuole e mettendo a rischio la salute delle persone. “I dati sono chiari: le temperature in tutta Europa stanno aumentando a un ritmo circa doppio rispetto alla media globale, incrementando la probabilità e la gravità di ondate di calore estreme in futuro”, ha affermato.
Per il direttore dell’Oms, i governi devono dare priorità agli investimenti in sistemi sanitari resilienti ai cambiamenti climatici e, parallelamente, accelerare le politiche di riduzione delle emissioni. Il caldo estremo pesa anche sui campi e sul lavoro agricolo, con conseguenze economiche significative.
