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Camorra, Maria Licciardi arrestata in aeroporto: è ritenuta ai vertici dell’Alleanza di Secondigliano

Considerata una figura ai vertici dell'Alleanza di Secondigliano, Maria Licciardi è stata arrestata a Ciampino: era diretta in Spagna.

Maria Licciardi arrestata 

Ritenuta capo dell’omonimo clan e figura di vertice del cartello camorristico chiamato Alleanza di Secondigliano, Maria Licciardi è stata arrestata all’aeroporto di Ciampino. I Carabinieri del Ros hanno così notificato il provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli mentre la donna stava per consegnare il bagaglio da imbarcare sull’aereo.

Maria Licciardi arrestata

La boss, che nel 2019 era sfuggita al maxi blitz che aveva portato all’arresto di 126 affiliati all’Alleanza di Secondigliano, non ha mostrato segni di resistenza quando i militari l’hanno bloccata. La sorella di Gennaro Licciardi, fondatore dell’organizzazione malavitosa, dovrà rispondere delle accuse di associazione di tipo mafioso, estorsione, ricettazione di denaro di provenienza illecita, turbativa d’asta. Tutti reati aggravati dalle finalità mafiose.

Maria Licciardi arrestata: le indagini

L’indagine, diretta dalla Procura di Napoli, ha evidenziato come fin dalla sua ultima scarcerazione del 2009, la donna avesse assunto la direzione del clan gestendone le attività illecite attraverso disposizioni impartite ad affiliati con ruoli apicali e ai capizona a cui erano affidate porzioni dell’area di influenza dell’organizzazione (Masseria Cardone, Don Guanella, Rione Berlingieri e Vasto).

Dall’inchiesta è emerso che la boss avesse rapporti con esponenti dei clan Contini, Vinella Grassim Di Lauro e Polverino e strette relazioni con il clan Mallardo delle cui dinamiche era costantemente aggiornata.

Gestiva inoltre la cassa comune provvedendo al sostegno delle famiglie degli affiliati detenuti, anche per evitare pericolose collaborazioni con la giustizia.

Maria Licciardi arrestata: chi è

Da sempre abile a far perdere le sue tracce, nel 1998 la boss di Masseria Cardoneera stata inserita nella lista dei 30 criminali più ricercati d’Italia. Finita in carcere per otto anni fino al 2009, da tempo sentiva il fiato sul collo e fiutava il pericolo e le orme degli investigatori.

Salita al potere del clan Licciardi dopo l’arresto dei fratelli e del marito, era considerata dagli altri boss del cartello “la mente fine del clan”.

Prima camorrista donna a diventare il capo del clan e a prendere il comando dell’Alleanza di Secondigliano, ha riunito una fragile coalizione informale di 20 gruppi camorristici per espandere il controllo dei racket più redditizi della città, dal contrabbando di droga e sigarette alla protezione e alla prostituzione. Sotto la sua guida, l’Alleanza di Secondigliano è diventata più organizzata, riservata, sofisticata e di conseguenza più potente.

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