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Cane ucciso dal pitbull al parco, la famiglia: "Non abbiamo nemmeno ricevuto le scuse"

Il cane di Anna, Simba

"Non riesco a farmene una ragione, morire così per colpa di una superficialità", cane ucciso dal pitbull al parco: "Non abbiamo nemmeno ricevuto le scuse"

Arriva dall’hinterland di Milano la triste vicenda di un cane ucciso dal pitbull al parco, cane la cui famiglia dice: “Non abbiamo nemmeno ricevuto le scuse”.

Anna non si dà pace per la perdita del suo peloso e per l’indifferenza del proprietario del molosso. Il grosso cane aveva aggredito il piccolo Simba in un parco pubblico di Assago e lo aveva sbranato e, da quanto sia apprende, il pitbull era improvvisamente balzato dal recinto che delimita l’area cani della zona.

Cane ucciso dal pitbull al parco

Il dramma si era consumato il 4 gennaio e ora la sindaca è “pronta a fare un’indagine e capire cosa sia successo nel dettaglio”.

E Anna Antonino, l’umana di Simba, ha scritto: “Simba per me era come un figlio. Da quando è morto non riesco più a dormire. Ho raccontato quello che gli è successo perché non voglio che altri provino un dolore come il mio”. Su Facebook la donna ha proseguito:è Anna Antonino, la padrona del piccola cane Simba, un meticcio di dieci anni. La donna ha proseguito: “Simba ad Assago in molti lo conoscevano e gli volevano bene”. 

“Ucciso da chi non vedeva il pericolo”

“Simba è stato ammazzato da chi non ha voluto riconoscere la pericolosità del suo cane e lo portava in giro senza guinzaglio“. Il cagnolino era assieme alla figlia di Anna ed al suo fidanzato: Simba indossava il cappottino e la pettorina ed il molosso lo aveva “puntato” ed azzannato a morte. Scrive ancora Anna: “Non riesco a farmene una ragione, morire così per colpa di una superficialità”. Anna si è rivolta alla padrona del pitbull accusandola di “essere andata via poco dopo e di aver lasciato la giovane in stato di shock”.

La famiglia umana di Simba ha deciso di non sporgere denuncia, il timore è che pitbull venga abbattuto e “non è mai colpa degli animali, ma degli umani che non sanno come gestirli. Se fosse stato al guinzaglio, molto probabilmente sarebbe stato possibile trattenerlo“.