In un periodo di forte instabilità dei mercati internazionali, la compagnia Q8 Italia ha comunicato di aver risposto all’invito del governo introducendo, dal 1° ottobre, un price cap su benzina e gasolio della durata di 30 giorni. La decisione è descritta nella nota aziendale come “modulare”, ovvero applicata in modo flessibile a seconda delle dinamiche di mercato, con l’obiettivo di tutelare i consumatori e mantenere la competitività dell’intera filiera.
Q8 definisce il suo intervento: numeri e modalità
La rete di Q8 conta circa 2.800-3.000 distributori distribuiti su tutta la penisola. Pur non avendo ancora precisato il valore esatto del tetto, l’azienda ha sottolineato che il nuovo schema sarà accompagnato da “supporto adeguato” a gestori e partner per salvaguardare la sostenibilità economica della filiera.
Il comunicato cita il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin che all’Euro-Mediterranean Water Forum a Roma ha accolto con favore l’iniziativa, definendola “un auspicio” che la compagnia ha “accolto molto positivamente”.
Dati di mercato al momento del lancio
Secondo il Ministero delle Imprese, il prezzo medio nazionale in modalità self-service si aggira intorno a 2,126 € per la benzina e 2,335 € per il diesel.
Nei due giorni precedenti, il prezzo del gasolio è sceso di 4,2 centesimi al litro sulla rete ordinaria (7,6 c su autostrada), mentre la benzina ha avuto una diminuzione di 3,3 centesimi sulla rete normale (7,4 c su autostrada). Con l’intervento di Q8, le medie potrebbero ridursi ulteriormente, dando un sollievo alle famiglie.
Il contesto più ampio: l’intervento di Eni e la riduzione delle accise
Il price cap di Q8 si inserisce subito dopo la mossa di Eni, che dal 28 settembre ha fissato un tetto massimo di 1,99 € per la benzina e 2,19 € per il diesel, valido per 30 giorni con possibilità di proroga fino a fine anno. Questa iniziativa è stata seguita anche da Italiana Petroli (Ip), che ha allineato le proprie tariffe a quelle di Eni, pur mantenendo una rete più ampia di circa 4.500 punti vendita.
Parallelamente, il governo ha dimezzato lo sconto sulle accise applicato al diesel, passando da 12,2 a 6,1 centesimi al litro a partire dal 5 ottobre. L’Unione Nazionale Consumatori prevede che, a causa di questo taglio, il prezzo del gasolio potrebbe stabilizzarsi intorno a 2,4 € sulle strade ordinarie e poco meno di 2,5 € in autostrada.
Reazioni politiche e regionali
Il provvedimento di Eni è stato lodato dal Presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani il quale lo ha descritto come “la strada, non interventi dirigisti o nuove tassazioni costruite attorno al concetto degli extraprofitti”. Anche il presidente dei senatori del PD, Francesco Boccia ha riconosciuto l’importanza di ogni centesimo risparmiato, chiedendo però una più chiara strategia governativa. Il segretario CGIL, Maurizio Landini ha criticato l’assenza di interventi sugli extraprofitti e la mancata riduzione permanente delle accise.
Nel frattempo, le Regioni hanno avviato iniziative proprie: il Friuli Venezia Giulia ha aumentato di 5 centesimi al litro lo sconto regionale sui carburanti, mentre la Sicilia ha stanziato 15 milioni di euro per sostenere gli autotrasportatori, categorie particolarmente colpite dagli aumenti.
Prospettive operative: incontro con le raffinerie e prossimi step
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso e la Direzione Ambiente, guidata da Gilberto Pichetto Fratin hanno fissato per l’8 ottobre un tavolo con le principali raffinerie italiane. L’obiettivo è valutare la possibilità di aumentare la produzione di benzina, diesel, GPL e cherosene per attenuare le ripercussioni dello scenario internazionale, in particolare le tensioni nel Golfo Persico.
Resta da vedere se queste iniziative saranno sufficienti a stabilizzare i prezzi per il resto dell’anno o se sarà necessario un nuovo intervento governativo.
