> > Case di comunità: retribuzione e impegno orario per i medici di famiglia

Case di comunità: retribuzione e impegno orario per i medici di famiglia

Case di comunità: retribuzione e impegno orario per i medici di famiglia

Dopo settimane di trattative, è stato raggiunto un accordo per l'ingresso dei medici di famiglia nelle Case di comunità. Scopri i dettagli su retribuzione e orari.

Dopo settimane di intense trattative e dibattiti, è stato finalmente raggiunto un accordo storico tra i sindacati di categoria e la Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati) per l’ingresso dei medici di famiglia nelle nuove Case di comunità. Queste strutture sanitarie territoriali, previste dal Pnrr rappresentano un passo fondamentale per la riorganizzazione della sanità pubblica in Italia.

L’obiettivo è ambizioso: rendere operative 1.038 nuove strutture entro il 30 giugno 2026 rispettando i tempi stringenti dei fondi europei. Questo accordo rappresenta un punto di svolta per l’assistenza sanitaria territoriale, intrecciando l’organizzazione della sanità pubblica con le esigenze dei fondi europei.

La retribuzione dei medici di famiglia

Il punto centrale dell’accordo riguarda la retribuzione dei medici di famiglia.

È stato stabilito un compenso orario uniforme in tutta Italia, pari a 38,72 euro netti l’ora equivalenti a 40 euro lordi. Questa standardizzazione nazionale è cruciale per evitare disparità tra le diverse regioni e garantire condizioni omogenee per tutti i professionisti.

L’accordo prevede che l’attività nelle Case di comunità si aggiunga agli obblighi già esistenti per i medici, comprese le guardie notturne e festive.

I nuovi impegni includono:

  • Fino a 6 ore a settimana di impegno obbligatorio;
  • 48 settimane l’anno di servizio;
  • Orario di servizio compreso tra le 8 e le 20;
  • Turni minimi di 3 ore continuative.

Ogni struttura potrà definire il proprio fabbisogno di personale, con la presenza di almeno un medico di famiglia per ciascuna Casa di comunità.

L’accordo nel Lazio: dettagli e implementazione

Nel Lazio l’accordo è stato siglato il 26 giugno alla presenza del presidente della Regione, Francesco Rocca. Questo documento è fondamentale per riorganizzare l’assistenza territoriale in linea con il decreto ministeriale 77/2026 e l’accordo collettivo nazionale. L’obiettivo è evitare che le Case di comunità rimangano delle scatole vuote.

L’accordo integrativo regionale prevede 55 milioni di euro aggiuntivi per la medicina generale e punta ad attivare le Aft (Aggregazioni funzionali territoriali). Queste nuove aggregazioni di medici di medicina generale operanti su uno stesso territorio mirano a migliorare l’assistenza sanitaria, garantire la continuità delle cure e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso.

Le Case di comunità saranno aperte di notte e l’accesso dei cittadini sarà regolato attraverso il 116 117 il numero europeo armonizzato per l’accesso alle cure mediche non urgenti. Il medico di turno avrà a disposizione un infermiere e la guardiania. Inoltre, tutti i medici dovranno garantire tre ore settimanali come plus orario, fuori dall’attività di studio, nelle Case di comunità o in altre sedi aziendali concordate.

Le reazioni dei sindacati

L’accordo ha suscitato reazioni contrastanti tra i sindacati. A sottoscrivere l’intesa con la Sisac sono stati i sindacati Fimmg e Fmt mentre Smi e Snami hanno scelto di non firmare. Questo significa che il nodo delle condizioni di lavoro resterà in parte aperto.

Nonostante le divisioni, l’accordo rappresenta un passo importante per la sanità italiana. Le Case di comunità nascono con l’obiettivo di decentralizzare l’assistenza, alleggerendo la pressione sui pronto soccorso spesso intasati. Avere i medici di famiglia stabilmente presenti in queste strutture significa offrire un punto di riferimento intermedio tra lo studio del proprio dottore e l’ospedale.

Se il modello funzionerà, i benefici potrebbero tradursi in tempi di attesa più brevi e in un’assistenza più vicina ai cittadini. Questo accordo rappresenta un passo fondamentale verso una sanità più moderna e di prossimità, in linea con le esigenze dei pazienti e le sfide del futuro.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app