Le immagini della bodycam indossata dagli agenti durante l’intervento a Bologna hanno rivelato nuovi dettagli sul caso di Abderrahim Fakir. Le riprese mostrano il momento in cui il 42enne si procura le lesioni alla nuca, fornendo un quadro più completo degli eventi.
L’intervento della polizia è avvenuto domenica scorsa nel quartiere Pilastro di Bologna.
Le immagini, mostrate in esclusiva dal Tg1, rivelano che Fakir, dopo essere stato immobilizzato, si divincola improvvisamente, mordendo un agente alla gamba. In quel momento, si procura due lacerazioni alla nuca.
Le immagini della bodycam: cosa mostrano
Le riprese della telecamerina privata dell’agente mostrano il poliziotto che tiene una mano sotto la testa di Fakir per impedirgli il contatto con l’asfalto.
Secondo il cronista, è in quei frangenti che si verifica il danno alla nuca, mentre viene usato lo spray urticante sul volto dell’uomo.
L’avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due agenti, ha spiegato che le immagini mostrano chiaramente il momento in cui Fakir si procura le lesioni. “L’uomo sfugge al trattenimento della testa da parte del poliziotto, striscia per terra avanti e indietro per due volte, provocandosi due lacerazioni alla nuca”, ha dichiarato Bordoni.
“Niente di particolare, tant’è che non sono state neanche rilevate come dato significativo in sede autoptica.”
Secondo il legale, le lesioni sono state causate dal fatto che Fakir, avendo i capelli molto corti, non aveva la protezione naturale che avrebbe potuto evitare i tagli. “Nel fare questo, striscia per terra avanti e indietro e lì si taglia”, ha concluso Bordoni.
L’autopsia e le indagini in corso
L’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir è iniziata al Sant’Orsola di Bologna. Quattro i consulenti nominati dalla procura: il medico legale Valentina Bugelli, direttrice dell’Istituto di Medicina legale di Parma, Cristina Basso, docente di Anatomia patologica dell’Università di Padova, Manuela Bonizzoli, specialista in Anestesia e Rianimazione e in Cardiologia e direttrice di cure intensive del Careggi di Firenze, e il tossicologo Luca Morini dell’Università di Pavia.
L’avvocato Gabriele Bordoni ha spiegato che l’autopsia, con termini di 90 giorni assegnati dalla Procura, dovrà chiarire “le cause della morte e tutto quello che ci è ruotato attorno, sull’intervento dei poliziotti e dei sanitari. E anche sulle condizioni di quest’uomo prima che tutto ciò accadesse”.
La difesa della vittima ha contestato la manovra di rianimazione in cui Fakir era legato mani e piedi. “E’ intollerabile che fosse stato lasciato ammanettato mani e piedi anche in una procedura delicata”, ha dichiarato il legale della famiglia della vittima Fabio Anselmo. “E questo ovviamente non è colpa dei sanitari ma è responsabilità degli agenti.”
Le dinamiche dell’intervento
Le immagini della bodycam mostrano anche la progressione di tutte le fasi dell’intervento della polizia. È da poco passato mezzogiorno e le mani degli agenti sono poggiate sia su Fakir che sull’uomo con cui è venuto a contatto. Dopo aver atteso 40 minuti sperando che si calmasse, gli agenti temono che la situazione possa degenerare perché il 42enne si sarebbe scagliato contro un’auto.
La bodycam privata del poliziotto riprende i momenti in cui Fakir viene placcato e immobilizzato, l’arrivo dei soccorritori e la rianimazione. Il video delle bodycam è stato consegnato in procura ma la difesa ha potuto visionarlo e conservarlo perché di proprietà del poliziotto.
“C’è un momento di contatto con altre persone che erano prossime a un’auto e che entrano in un contatto con lui”, spiega Gabriele Bordoni. “A questo punto è evidente che i poliziotti devono intervenire e devono risolvere questa situazione.”
