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Cassazione su clan Spada di Ostia, confermate le accuse di mafia

La Corte di Cassazione ha riconosciuto e confermato le accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso per il clan Spada di Ostia.

clan spada

La Corte di Cassazione ha confermato l’accusa di stampo mafioso nell’ambito del maxiprocesso celebrato a carico del clan Spada e ha disposto una nuova udienza per l’omicidio di due esponenti di un clan rivale agli Spada.

Cassazione su clan Spada di Ostia, confermate le accuse di mafia

Il clan Spada è stato riconosciuto come mafia: è quanto asserisce la sentenza emanata dalla prima sezione penale della Corte di Cassazione nell’ambito del maxiprocesso a carico di 17 membri dell’organizzazione criminale con sede a Ostia. In questo contesto, quindi, la Cassazione ha accolto la richiesta del sostituto procuratore generale della Cassazione, LuigiBirritteri, che aveva richiesto con sollecitudine il riconoscimento dell’associazione a delinquere di stampo mafioso del clan Spada.

Cassazione su clan Spada di Ostia, disposto nuovo processo per l’omicidio di due membri di un clan rivale

Oltre a riconoscere l’accusa di stampo mafioso per il clan Spata, i giudici della Corte di Cassazione hanno ordinato un nuovo processo d’Appello incentrato sull’omicidio di due membri di un clan rivale al clan Spada. Si tratta, nello specifico di Giovanni Galloni detto “Baficchio” e di Francesco Antonini detto “Sorcanera”.

Gli omicidi dei due esponenti del clan rivale sono stati commessi in pieno giorno a Ostia, in data 22 novembre 2011.

In relazione al processo di Appello bis, questo sarà a carico di Roberto Spada (già ritenuto responsabile e condannato per aver dato una testata al giornalista Daniele Piervincenzi), Carmine Spada e Ottavio Spada.

Nell’ambito del processo, sono stati classificati come inammissibili o rigettati tutti i ricorsi presentati dagli altri imputati coinvolti.

Cassazione su clan Spada di Ostia, il processo seguito all’operazione “Eclissi”

In considerazione della sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione, quindi, i giudici hanno in definitiva confermato le pene precedentemente inflitte.

Per quanto riguarda il maxiprocesso, questo è scaturito dall’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Roma, coordinata dai procuratori aggiunti Ilaria Calò e Michele Prestipino e dal pubblico ministero Mario Palazzi. L’indagine aveva condotto le forze dell’ordine a promuovere l’operazione “Eclissi” che, il 25 gennaio 2018, si è conclusa con una serie di arresti effettuati da carabinieri e poliziotti della Squadra mobile.

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