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Catalogna, parla il prefetto: ‘Chiedo scusa per violenze della Guardia Civil’

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Quasi una settimana dopo dal referendum in Catalogna cominciano ad arrivare le prime scuse per le violenze che sono avvenute in occasione del voto.

Catalogna

Quasi una settimana dopo dal referendum in Catalogna cominciano ad arrivare le prime scuse per le violenze che sono avvenute in occasione del voto. In particolar modo, a scusarsi è stato il Prefetto spagnolo in Catalogna, Enric Millo. Il quale ha dichiarato di aver visto le immagini e sapendo che c’è ancora una persona in ospedale chiede scusa per quello che è successo a nome di tutti gli agenti che sono intervenuti in quei momenti.

Catalogna, le scuse del Prefetto

Cominciano ad arrivare le prime scuse per quanto successo una settimana fa, in occasione del voto referendario per l’indipendenza della Catalogna. Le scuse non sono arrivate dal Re Felipe VI, ma dal Prefetto spagnolo in Catalogna, Enric Millo.

Il Prefetto ha dichiarato di aver visto le immagini e per questo motivo si scusa per ciò che è avvenuto a nome di tutti gli agenti che sono intervenuti in quei momenti.

Nel frattempo, in mattinata il Tribunale di Madrid ha confermato l’accusa di sedizione nei confronti del capo della polizia catalana, Trapero.

Se la condanna, che non arriverà comunque oggi, dovesse essere confermata, allora Trapero rischia fino a quindici anni di carcere. Per il momento, però, i giudici non hanno chiesto l’arresto per nessuno degli indagati.

Le accuse contro Trapero

Il capo dei Mossos d’Esquadra, Trapero, è indagato insieme alla responsabile della polizia, Teresa Laplana, per il mancato intervento al fianco della Guardia Civil lo scorso 20 settembre.

In quella occasione, gli agenti inviati da Madrid stavano effettuando delle perquisizioni nei palazzi delle istituzioni catalane.

Nel momento in cui la Guardia Civil si trovava all’interno del Dipartimento di Economia, fuori dalla struttura si erano radunate migliaia di persone per protestare contro il tentativo di fermare il referendum. La polizia spagnola aveva richiesto l’intervento da parte dei Mossos d’Esquadra (la polizia catalana), guidati da Trapero, per allontanare i manifestanti.

L’intervento di Trapero, secondo l’accusa, è stato però tardivo.

Ma non solo. In questo momento, i due vertici delle associazioni indipendentiste, ovvero Jordi Sanchez dell’Assemblea nazionale catalana e Jordi Cuixart di Omnium Cultural, sono accusati di essere responsabili della manifestazione che di fatto ha bloccato gli agenti all’interno del dipartimento di Economia.

Sono stati entrambi ascolti dai giudici. Cuixart si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Sanchez ha delegato il suo avvocato.

Tensione tra Madrid e Barcellona

Il caso che riguarda il capo della polizia catalana, Trapero, può far esplodere definitivamente la tensione tra Madrid e Barcellona in quelle che sono giornate già molto tese. La Corte Costituzionale, infatti, nella giornata di ieri ha ordinato la chiusura del Parlamento catalano, che lunedì dovrebbe votare per quanto riguarda la secessione.

La Generalitat, però, ha già dichiarato che sfiderà questo blocco di Madrid, tanto che si riunirà lo stesso per approvare la dichiarazione di indipendenza. Charles Puigdemont, leader della Catalogna, ha rinviato alla giornata di martedì il suo intervento nel Parlamento regionale per fare il punto della situazione sul referendum di indipendenza.

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