La crisi dei migranti tra Marocco e Spagna aggrava la situazione a Ceuta, dove migliaia di persone hanno tentato di attraversare il confine, anche a nuoto. Il bilancio è di almeno 34 morti, mentre Madrid rafforza i controlli e mobilita l’esercito.
Ceuta, emergenza al confine: decine di morti e migliaia di arrivi
La situazione resta drammatica a Ceuta, l’enclave spagnola affacciata sul Marocco, dove nelle ultime ore migliaia di migranti hanno tentato di superare la frontiera via terra e via mare.
Il bilancio fornito dal presidente regionale Juan Jesús Vivas parla di almeno 34 morti durante i tentativi di attraversamento. Secondo le autorità locali, circa 60.000 persone sarebbero entrate a Ceuta, una cifra pari al 70% della popolazione della città. “La situazione è insostenibile“, ha dichiarato Vivas, paragonando l’impatto dell’afflusso a quello che si avrebbe se “in Spagna in 24 ore entrassero 34 milioni di persone”.
Il presidente ha inoltre parlato di una crescente “sensazione di inquietudine, impotenza in alcuni caso di abbandono” tra i residenti.
Guardia Civil, Polizia e servizi di emergenza sono impegnati soprattutto nelle operazioni di soccorso, mentre Madrid ha disposto l’impiego delle unità dell’esercito presenti nell’enclave per affiancare le forze dell’ordine.
La crisi ha avuto ripercussioni anche sulla vicina Melilla, dove nella notte circa 130 migranti sono riusciti a entrare via terra e via mare: 84 erano minorenni. La delegata del governo Sabrina Moh ha riferito che 60 persone sono state curate, soprattutto per fratture e ferite aperte, mentre tre sono state ricoverate.
Tra i feriti anche tre agenti, due della Polizia nazionale e uno della Guardia Civil. La notte è stata definita “complessa”, con tentativi simultanei in diversi punti, tra cui il valico di Beni Enzar, ancora chiuso, quelli di Barrio Chino e Farhana e il molo sud. Nel frattempo, a Fnidq, in territorio marocchino, una trentina di giovani, in prevalenza marocchini, sono stati fermati dopo gli scontri con le forze di sicurezza. Negli ultimi giorni migliaia di persone si sono concentrate sulle colline vicine al confine, dove sono stati lanciati sassi e pietre. La Polizia marocchina ha utilizzato anche idranti e lacrimogeni per disperdere la folla. Nella notte, secondo un fotografo dell’Afp, alcuni giovani marocchini e migranti subsahariani hanno inoltre incendiato decine di veicoli, compresi mezzi delle forze dell’ordine.
Ceuta, migliaia di migranti dal Marocco: Sanchez accusa le mafie, l’Europa chiede il controllo dei confini
Il premier spagnolo Pedro Sánchez, arrivato a Ceuta dopo una riunione con il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, il presidente Vivas e i vertici della sicurezza, ha indicato come priorità il ritorno “al più presto” alla normalità, il coordinamento con il Marocco e il rafforzamento dei controlli alla frontiera. Sánchez ha definito quanto accaduto “un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna“, esprimendo “un rimprovero e una condanna al livello più energico possibile” per gli ingressi di massa. Secondo il premier, dietro l’ondata migratoria ci sarebbero “le mafie”, che avrebbero sfruttato una sentenza della Corte Suprema relativa alla possibilità di rimpatriare chi raggiunge il territorio spagnolo a nuoto. Quella in corso, ha sottolineato Sánchez, è “una delle maggiori crisi” affrontate dal Paese. Il governo ha annunciato l’accelerazione delle procedure di espulsione e il premier ha aperto alla possibilità di modificare la legge sull’immigrazione per rendere i rimpatri transfrontalieri “nel modo più efficiente possibile”. Madrid sostiene inoltre che Rabat sia pronto a collaborare per velocizzare il rientro dei cittadini marocchini.
La vicenda ha suscitato reazioni anche fuori dalla Spagna. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha scritto su X: “Proteggere i confini esterni dell’Unione Europea è fondamentale per combattere la migrazione illegale“, aggiungendo di sostenere l’intenzione di Madrid di impedire l’ingresso irregolare nel continente. Dura anche la posizione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, secondo cui “le immagini che arrivano da Ceuta sono inaccettabili“. “Non possiamo consentire a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole”, ha aggiunto, chiedendo che “gli attraversamenti pericolosi devono cessare immediatamente, le reti di trafficanti devono essere smantellate e i rimpatri devono essere rapidi”. Bruxelles ha incaricato il commissario agli Affari interni Magnus Brunner di collaborare con Madrid e valutare anche un eventuale sostegno operativo attraverso Frontex, mentre la commissaria Dubravka Suica mantiene i contatti con le autorità marocchine. Anche il Regno Unito ha offerto il proprio sostegno: il premier laburista Andy Burnham ha assicurato che Londra sta contattando Madrid per “dare sostegno“ e comprendere le conseguenze della crisi.
Sul fronte politico italiano, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, ha parlato di “un esodo biblico favorito da Sanchez” e ha chiesto di “Chiudiamo subito cautelativamente lo spazio Schengen”. Sulla vicenda è intervenuto anche Elon Musk, che su X ha accostato le immagini dei migranti di Ceuta a una scena del film World War Z, prima di pubblicare un video della situazione al confine e commentare: “Wow, la situazione in Spagna sembra folle”.
