Cinque italiani sono morti durante un’immersione subacquea alle Maldive, nelle acque dell’atollo di Vaavu. Tra le vittime ci sono ricercatori universitari, una studentessa e professionisti del diving accomunati dalla passione per il mare e per gli ecosistemi marini. Le autorità locali stanno ancora indagando per chiarire le cause della tragedia avvenuta a circa 50 metri di profondità.
Cinque italiani morti durante un’immersione alle Maldive: cosa sappiamo sulla tragedia
La tragedia si è consumata nell’atollo di Vaavu, uno dei luoghi più conosciuti delle Maldive per le immersioni subacquee, dove cinque italiani hanno perso la vita durante un’esplorazione nei pressi di Alimathaa. Come riportato da Sky Tg24, il gruppo si trovava a bordo della “Duke of York”, yacht specializzato in safari diving partito da Malé per una crociera dedicata alle immersioni.
Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità locali, i sub si sarebbero immersi a circa 50 metri di profondità, ben oltre il limite previsto per le immersioni ricreative fissato a 30 metri. La zona, famosa per i suoi canali marini e per le forti correnti, presentava inoltre condizioni meteorologiche particolarmente difficili, tanto che sarebbe stato emesso un allarme giallo per il maltempo.
L’allarme è scattato intorno alle 13.45 ora locale, quando l’equipaggio della barca ha segnalato la scomparsa dei sub, che non erano più riemersi dopo l’immersione della mattina. Le ricerche sono iniziate immediatamente e hanno coinvolto le forze di difesa maldiviane, impegnate in operazioni definite “ad altissimo rischio”. Le condizioni del mare e la complessità dell’ambiente hanno reso molto difficile anche il recupero dei corpi.
Le cause dell’incidente non sono ancora state chiarite con precisione. Gli esperti ipotizzano diverse possibilità: un problema alla miscela respiratoria nelle bombole, improvvise correnti ascensionali, il maltempo oppure la perdita di orientamento all’interno della grotta. Per ora, però, si tratta soltanto di ipotesi. La Farnesina e l’ambasciata italiana a Colombo stanno seguendo il caso e offrendo supporto ai familiari delle vittime. Le autorità maldiviane hanno parlato del “peggior incidente subacqueo singolo nella storia delle Maldive”.
Cinque italiani morti durante un’immersione alle Maldive: chi sono le vittime della tragedia
Tra le vittime della tragedia c’era Monica Montefalcone, docente associata e ricercatrice del Distav, il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova. Aveva 51 anni ed era considerata una delle maggiori esperte italiane nel campo dell’ecologia marina e della tutela degli ecosistemi costieri. Nel corso della sua carriera aveva coordinato importanti progetti scientifici dedicati alla salvaguardia dell’ambiente marino, tra cui “Talassa”, “GhostNet”, “Mer A16-A18” e il progetto “Mare Caldo”, nato dalla collaborazione tra Università di Genova, Greenpeace Italia ed ElbaTech per monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici sui mari italiani. Montefalcone era anche una divulgatrice molto apprezzata e spesso partecipava a programmi televisivi dedicati all’ambiente, come “Geo”.
Con lei è morta la figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, studentessa di Ingegneria biomedica all’Università di Genova. Dopo il diploma al liceo classico Mazzini aveva scelto di proseguire gli studi scientifici, distinguendosi per il suo impegno accademico. La giovane condivideva con la madre la passione per il mare e le immersioni. La loro presenza alle Maldive era legata anche ad attività di ricerca e monitoraggio degli ecosistemi marini dell’arcipelago.
Nel gruppo erano presenti anche due giovani ricercatori che collaboravano con l’Università di Genova. Muriel Oddenino, 31 anni, originaria di Poirino, in provincia di Torino, aveva studiato Scienze naturali all’Università di Torino prima di trasferirsi a Genova, dove lavorava come assegnista di ricerca al Distav proprio sotto la supervisione di Monica Montefalcone. Era specializzata in ecologia marina e aveva partecipato a diverse pubblicazioni scientifiche dedicate agli habitat sottomarini.
L’altra giovane vittima era Federico Gualtieri, 31 anni, originario di Omegna, nel Verbano-Cusio-Ossola, ma residente a Borgomanero. Laureato da pochi mesi in Biologia ed Ecologia marina all’Università di Genova, aveva dedicato la propria tesi agli ecosistemi corallini degli atolli centrali delle Maldive, con uno studio sulla “Diversità ed ecologia dei Corallimorphari e degli Zoanthari”. Nel suo elaborato aveva voluto ringraziare proprio Monica Montefalcone, definendola un punto di riferimento umano e professionale: “Mi ha sempre incentivato a seguire i miei sogni e le mie passioni“. La sua presenza nell’arcipelago era collegata a un progetto di ricerca scientifica sugli ecosistemi marini tropicali.
A completare il gruppo c’era Gianluca Benedetti, originario di Padova, istruttore subacqueo ed esperto diving manager. Dopo molti anni trascorsi nel settore bancario e finanziario aveva deciso di cambiare radicalmente vita, trasferendosi alle Maldive per trasformare la sua passione per il mare in una professione. Da circa sette anni lavorava per il tour operator Albatros Top Boat come operations manager e capobarca nelle crociere subacquee organizzate nell’arcipelago.