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Conflitto Usa-Iran: attacchi in Giordania e le conseguenze della guerra

Conflitto Usa-Iran: attacchi in Giordania e le conseguenze della guerra

La Giordania è diventata il nuovo epicentro del conflitto tra Stati Uniti e Iran, con quattro attacchi in cinque giorni. Scopri le ultime novità e le implicazioni di questa escalation.

La Giordania è diventata il nuovo epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, con quattro attacchi in cinque giorni che hanno preso di mira le truppe americane. Questo sviluppo ha portato a un’ulteriore escalation del conflitto, con conseguenze significative per la regione e per le relazioni internazionali.

Gli attacchi, che hanno avuto luogo tra il 13 e il 18 luglio 2026, hanno visto l’uso di missili e droni da parte delle forze iraniane.

Il più grave di questi attacchi ha avuto luogo venerdì 18 luglio, causando la morte di due soldati americani e lasciando un altro militare disperso. Questo evento ha portato a una risposta immediata da parte del U.S. Central Command che ha confermato l’accaduto in una dichiarazione rilasciata sabato.

Le vittime e le conseguenze degli attacchi

L’attacco del 18 luglio ha avuto conseguenze devastanti per le truppe americane. Oltre ai due soldati uccisi e uno disperso, quattro altri militari sono stati evacuati in ospedali giordani e successivamente dimessi. Un numero non specificato di personale è stato valutato per lievi ferite e ha fatto ritorno al dovere. Le identità dei soldati uccisi non sono state ancora rese pubbliche, in attesa di notificare i familiari.

Questi attacchi fanno parte di una serie di eventi che hanno visto un’intensificazione delle ostilità tra Stati Uniti e Iran. Negli ultimi sette giorni, gli Stati Uniti hanno condotto raid aerei contro l’Iran, prendendo di mira siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi di armi sotterranei e capacità marittime. L’Iran ha affermato che anche infrastrutture civili, come ponti, un aeroporto e una stazione ferroviaria, sono state colpite. Tuttavia, la Casa Bianca ha negato queste affermazioni, sostenendo che i colpi sono stati diretti esclusivamente contro obiettivi militari.

Le accuse di violazioni del diritto internazionale

Le affermazioni iraniane riguardo ai danni alle infrastrutture civili sollevano questioni importanti sul rispetto del diritto internazionale umanitario. Gli attacchi a tali strutture sono considerati crimini di guerra. Inoltre, le dichiarazioni pubbliche di Donald Trump che ha più volte espresso l’intenzione di colpire infrastrutture civili iraniane, hanno ulteriormente complicato la situazione.

Il ministero della Salute iraniano ha riferito che almeno 35 persone sono state uccise e 300 ferite negli ultimi attacchi aerei. Questo numero si aggiunge a un bilancio già pesante, con stime che indicano tra 3.500 e 6.000 morti iraniani dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato una serie di raid aerei contro l’Iran. Tra le vittime più tragiche ci sono 156 civili, tra cui oltre 120 bambini, uccisi in un attacco a una scuola elementare a Minab.

L’escalation del conflitto e le reazioni internazionali

L’attacco in Giordania non è stato l’unico evento significativo degli ultimi giorni. Le Guardie Rivoluzionarie Iraniane hanno anche affermato di aver colpito un centro di comando delle operazioni speciali americane ad al-Tanf, in Siria. Questo sarebbe il primo attacco iraniano nel territorio siriano dall’inizio della guerra. Il U.S. Central Command ha respinto le affermazioni iraniane riguardo alla cattura o uccisione di soldati americani, ma non ha negato l’attacco in sé.

Questi sviluppi hanno portato a un deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Iran, con il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei che ha definito la firma di Trump sul Memorandum of Understanding come “utterly worthless and devoid of credibility”. Khamenei ha affermato che l’Iran e il fronte di resistenza hanno imparato “lezioni indimenticabili” dalle azioni dei loro avversari.

Il bilancio delle vittime continua a salire, con 16 soldati americani uccisi dall’inizio del conflitto. L’ultimo incidente prima dell’attacco in Giordania è stato il crash di un elicottero della Marina nel Mare Arabico il 1° luglio, che ha causato la morte di un pilota e il salvataggio di tre marinai.

Intanto, Israele ha occupato oltre 230 chilometri quadrati di territorio in Libano, con un bilancio delle vittime stimato tra 2.500 e 4.300. Israele ha riportato 26 morti e oltre 7.800 feriti dall’inizio del conflitto.

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