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Congedo mestruale, dopo la Spagna arriva una proposta anche in Italia

Il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato il progetto di legge per il congedo mestruale. La proposta arriva anche in Italia.

Congedo mestruale

Dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri spagnolo del progetto di legge per il congedo mestruale, la proposta arriva anche in Italia, tramite Change.org. 

Congedo mestruale, dopo la Spagna arriva una proposta anche in Italia

La Spagna è il primo Paese in Europa a prevedere il diritto di congedo per le mestruazioni dolorose.

Il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato il progetto di legge sui diritti sessuali e riproduttivi delle donne, che introduce anche i congedi mestruali. Per usufruirne, le lavoratrici devono avere un certificato medico. Anche l’Italia potrebbe decidere di seguire l’esempio spagnolo. Su Change.org è stata lanciata una petizione che ha raggiunto 3700 firme, lanciata da Alexia Altieri, che chiede il diritto allo smartworking per le donne che soffrono di dismenorrea.

Circa l’80% delle donne soffre di dolore mestruale e spesso, a causa di questo, in alcuni mesi sono costrette ad assentarsi da lavoro nei giorni di picco del ciclo mestruale, usufruendo delle giornate di malattia che hanno a disposizione” è stato scritto nella raccolta firme. “Se c’è una cosa che questi anni di pandemia ci hanno insegnato è che lavorare in smart working non solo è assolutamente possibile ma anche assolutamente efficiente ed efficace” è stato aggiunto. 

Era già stata presentata una proposta

Alexia Altieri ha ricordato che era già stata presentata una proposta di leggeche si proponeva di riconoscere al massimo 3 giorni al mese di congedo mestruale alle donne che soffrono di cicli più dolorosi (il tutto certificato da un medico specialista), tuttavia c’era il timore che potesse paradossalmente essere l’ennesimo fattore discriminante nei confronti della donna da parte del datore di lavoro“. In realtà non si parla della totale impossibilità a lavorare, ma “è sicuramente corretto rendere ufficialmente e legalmente riconosciuta la possibilità di lavorare in smart working o telelavoro durante i 2/3 giorni di picco del ciclo“.

Se siete o conoscete una donna con un ciclo particolarmente doloroso, una donna in pre-menopausa con un ciclo particolarmente copioso o semplicemente una donna che in quei giorni vorrebbe lavorare nel comfort di abiti comodi con la propria boule dell’acqua calda e la possibilità di provvedere alla propria igiene personale in un ambiente pulito e intimo, capirete quanto è prezioso firmare questa petizione” è stato aggiunto nella presentazione per la raccolta firme. 

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