Consultazioni governo: l'ipotesi di nuove elezioni a giugno
Consultazioni governo: l’ipotesi di nuove elezioni a giugno
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Consultazioni governo: l’ipotesi di nuove elezioni a giugno

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L’eventualità di nuove elezioni a giugno non è più pura teoria: il pressing di M5S e Lega sui tempi stretti è un chiaro indizio

Sono due le date che hanno iniziato a circolare in tutti i palazzi che contano, nonché in tutte le sedi dei principali partiti. Diciassette giugno e ventiquattro giugno, le ultime due domeniche del mese. Si tratta dei giorni di un eventuale ritorno al voto. L’ipotesi di mettere fine a una legislatura appena iniziata, infatti, sta divenendo qualcosa di più di un semplice scenario. È la mera eventualità delle elezioni a giugno diventa un fatto da mettere sul tavolo delle trattative per convincere i più riottosi.

Le consultazioni di governo sembrano già a un punto morto. La colpa è dei veti incrociati e delle prese di posizione dei singoli partiti. «È meglio non andare a votare. Ma se tra due mesi siamo ancora qua a dirci le stesse cose e tutti sono sulle stesse posizioni, basta». Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini. Il leader, interrogato dopo una cena a Milano, ha sostenuto che per arrivare a formare un governo «qualcuno alla fine dovrà cedere.

Perché se tutti rimangono sulle loro posizioni si va a votare o a giugno o a ottobre. Tutti devono cedere, non solo M5s, anche Pd e Forza Italia».

M5S e Lega, confronto/scontro

Luigi Di Maio, dal canto suo, sul blog M5S rilancia la proposta del cosiddetto “contratto di governo”. «La soluzione non è fare alleanze, inciuci, accordi tra le forze politiche. Ne abbiamo visti tanti in questi decenni. Sappiamo dove ci hanno portato. Ci si mette insieme solo per rimanere in vita e spartirsi le poltrone, fregandosene dei cittadini. Noi vogliamo cambiare del tutto metodo, proponendo un approccio differente e concreto. Vogliamo mettere al centro i temi, cioè le soluzioni per risolvere i problemi del Paese».

Il leader delle Lega continua sostenendo che fintantoché il M5S non riconosceranno che la Lega ha vinto assieme a FI, è necessario discutere tutti assieme. «Non si risolve, c’è una pregiudiziale ingiusta di M5S su FI. La politica dei veti e pregiudizi porta solo di nuovo a votare e i problemi dell’Italia peggiorano».

Così ha annunciato il capogruppo della Lega alla Camera Giancarlo Giorgetti, ospite a «Porta a Porta», dopo il veto di Di Maio a un governo sostenuto da Silvio Berlusconi.

«I 5 milioni di elettori di Berlusconi non possono essere trattati come infetti», ha aggiunto sempre Giorgetti, ribadendo che la Lega non tradirà Forza Italia. «Noi potevamo tradire Berlusconi ed eleggere i presidenti di Camera e Senato con i 5 Selle. Invece non lo abbiamo fatto». La Lega, sempre secondo Giorgetti, manterrà in modo coerente e leale l’alleanza. «Ieri Di Maio ha detto una cosa interessante: un contratto alla tedesca. Ma poi ha detto al Pd di tradire Renzi e a noi di tradire Berlusconi. Non si fa così. Questo non è tanto alla tedesca».

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