Il trucco egizio: la composizione, gli scopi e l'applicazione
Così ci si truccava nell’antico Egitto
Storia

Così ci si truccava nell’antico Egitto

Trucco egizio
Ricostruzione di come doveva apparire una donna egizia

Attraverso molte testimonianze pittoriche siamo in grado di comprendere come venisse utilizzato il trucco nell'Antico Egitto. Sono molte le curiosità che gli storici sono riusciti a scoprire dai resti che ci sono pervenuti.

Nell’opinione comune è diffusa la credenza che il trucco sia stato usato sui primi volti a partire dall’800 in Francia. In realtà, la pratica, era ben diffusa molti secoli fa. Le prime attestazioni, ovviamente prima di Romani e Greci, risalgono all’Antico Egitto. Un mondo di magia e di religione, di culto dei morti e di legami con le stelle. Sono così tante le curiosità su questo popolo che non si smette mai di assimilarle. In particolare sembrerebbe che il trucco fosse fondamentale nella loro cultura.

Il trucco in Egitto

Il trucco egizio non è difficile da studiare. In effetti ci sono pervenute numerose testimonianze pittoriche che mostrano chiaramente il look, il trucco e le pettinature in voga allora. Il popolo egizio era molto attento alla bellezza e alla cura del corpo. Utilizzavano i trucchi non solo le donne ma anche gli uomini.

Alcuni aspetti sono mutati nel corso dei secoli ma il make-up egiziano mantenne sempre alcune caratteristiche peculiari come l’uso di colori accesi, il contorno definito degli occhi e la pelle perfetta.

Lo scopo del trucco egizio

Nonostante si possa pensare che il trucco fosse utilizzato unicamente per bellezza, come oggi, non è vero.

Nell’Antico Egitto, in particolare, aveva una funzione di protezione contro il caldo e gli insetti. La sostanza spalmata sugli occhi aveva un effetto curativo e cacciava zanzare e mosche. L’ocra che veniva applicata al viso, ma anche al resto del corpo, fungeva da protezione contro i raggi solari e idratava la pelle.

Plinio il Vecchio attestava che le migliori pomate e prodotti curativi provenivano dal Delta del Nilo. Questi erano conservati in vasetti decorati con forme geometriche molto belli. Erodo invece affermava che gli Egizi preferissero essere maggiormente puliti che belli. L’igiene, collegata ai prodotti di cui facevano uso, era per loro fondamentale. Infatti nelle case venivano costruiti bagni e servizi igienici. La pulizia corrispondeva secondo loro alla purezza dell’anima.

Inoltre, il make-up, aveva un importante significato religioso. Gli stessi deceduti venivano abbelliti con dell’ocra per somigliare maggiormente ai vivi. Per la stessa motivazione veniva dipinto il contorno degli occhi sui coperchi dei sarcofagi.

Per esempio anche il faraone veniva sottoposto ogni giorno alla “cerimonia di toeletta” divisa in tre fasi. Ognuna aveva un significato diverso e ricollegava il faraone a varie divinità.

La composizione del trucco egizio

Già nel Periodo Predinastico truccarsi era un’operazione ben radicata. A tale scopo si utilizzavano rossetti con oli o grassi e due pigmenti principali. Ovvero la malachite e la galena. La prima è un carbonato di rame dal colore verde intenso e veniva raccolta solitamente dalla zona intorno al Sinai. Venne usata fino all’Antico Regno e in seguito venne sostituita dalla galena. Quest’ultima è un solfuro di piombo che produce un colore scuro e intenso.

Dopo essere stati mescolati con gli altri elementi venivano applicati sugli occhi tramite un bastoncino di legno decorato. Se ne possono vedere ancora di bellissimi nel Museo Egizio di Torino e, ovviamente, in quello de Il Cairo. Intorno all’inizio del Medio Regno diventò moda il trucco con bistro nero.

Bisogna comunque ricordare che tutti questi materiali sono tossici.

Come appariva il trucco egizio

Il trucco degli occhi veniva steso partendo dalla coda delle sopracciglia fino ai lobi delle orecchie donando uno sguardo magnetico a donne, uomini e bambini. Spesso venivano decorate anche le palpebre con polvere di galena, grasso animale e miele per la massima aderenza. I colori che venivano utilizzati più spesso erano il verde e il nero.

Nel resto del corpo si spalmavano invece diverse creme. Specialmente se ne usava una a base di ocra rossa, grassi animali e oli che donava un colore salutare in particolar modo alle guance. Le creme servivano a combattere le rughe, allora come oggi. Le donne si tingevano anche le unghie e le labbra attraverso un preparato di ocra rossa. Quest’operazione però era meno diffusa del truccarsi gli occhi.

I capelli e il profumo

Oltre al trucco per gli antichi egizi, erano molto importanti anche capelli e profumo.

Gli uomini, ma anche le donne, tendevano a rasarsi la testa e le sopracciglia per poi indossare delle parrucche di capelli umani intrecciati. Le donne preferivano tagli corti o una capigliatura raccolta che donasse loro un aspetto regale.

Sulla testa però non veniva messa solamente la parrucca. Infatti vi veniva posto un cono di profumo. Questa pratica era molto diffusa tra le donne ma specialmente tra uomini di culto. A volte anche senza la parrucca. Questi coni contenevano una miscela semi-solida che con il calore si scioglieva e profumava i capelli e i vestiti. Venivano realizzati attraverso oli e l’estrazione di alcune piante odorose.

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