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Crisi di governo, voto sulla risoluzione Casini in Senato: ottenuta la fiducia con 95 voti

Il Senato ha votato la fiducia al Governo Draghi: la risoluzione casini è passata con 95 voti a favore e 38 voti contrari.

Senato

Il Senato ha votato per la fiducia al governo Draghi. Nonostante l’intenzione del centrodestra di votare contro la mozione Casini e la decisione del Movimento 5 Stelle di dichiararsi presente non votante, l’esecutivo ha ottenuto la fiducia con 95 voti favore.

I presenti in Aula erano 192 mentre i votanti sono stati 133.

Crisi di governo, in Senato si va verso il voto: il centrodestra non voterà la risoluzione di Casini

Mario Draghi ha detto di non volere pieni poteri, mai li ha chiesti e mai li chiederà. Il Senatore Casini, con una frase: “Udite le comunicazioni del premier si approva”, ha proposto una risoluzione. A sorpresa il centrodestra ha detto che non voterà tale risoluzione ma da qui al voto ufficiale potrebbero volerci ancora ore.

Il centrosinistra ha dichiarato che darà piena fiducia al governo Draghi. Fratelli d’Italia non darà la fiducia all’esecutivo essendo parte dell’opposizione.

Le posizioni di Lega e Forza Italia

A sorpresa Matteo Salvini, leader della Lega e parte della maggioranza di governo, non si è espresso sulla fiducia al governo Draghi. Sembrerebbe che l’opzione delle elezioni anticipate abbia stuzzicato la Lega. Ciò nonostante, i seguaci di Salvini non si sbilanciano troppo e in merito alla risoluzione proposta da Casini, proprio il Segretario Generale del partito ha dichiarato: “Non capisco di cose tecniche, non so se voterò la fiducia.

Farò quello che dice il mio capogruppo”. Poco chiara la posizione della Lega sulla fiducia al governo, ma a quanto pare, se ci dovesse essere ancora il M5S nella maggioranza, per loro non ci sarà nessun Draghi bis. Il centrodestra di governo è composto anche da Forza Italia. Gli azzurri, guidati dal cavaliere Silvio Berlusconi, sono stati ancora più ambigui della Lega e non è ancora chiaro se voteranno o meno la fiducia al governo Draghi.

Il clima è molto teso all’interno del partito, tanto da far scatenare una rissa prima verbale e poi quasi fisica tra la ministra Gelmini e la senatrice Ronzulli; entrambe di Forza Italia ma con posizioni contrastanti. Intanto la senatrice Bernini (FI), ha detto chiaramente, a proposito della risoluzione proposta da Casini, che “con amarezza, non parteciperemo al voto della fiducia”.

Anche il Movimento 5 Stelle non parteciperà al voto

Si astiene anche il Movimento 5 Stelle dalla votazione alla risoluzione di Casini. Ad annunciarlo è stata la senatrice pentastellata Castellone che dopo un lungo intervento in cui ha parlato soprattutto di reddito di cittadinanza, ha dichiarato che il M5S, partito che ha aperto la crisi di governo, non parteciperà al voto. A questo punto il voto legale non sarà raggiunto e, dato che tre dei principali partiti non vogliono appoggiare la linea di governo, il presidente del Consiglio Mario Draghi quasi sicuramente rassegnerà le sue dimissioni anche in serata.

Ipotesi Draghi al Colle e voto anticipato

Con l’astensione di Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, il governo Draghi si avvia verso la fine. Chiuse le urne a Palazzo Madama, il presidente del Consiglio dei Ministri potrebbe salire nuovamente al Colle per confermare le sue dimissioni, evitando quindi il giudizio della Camera dei Deputati. In questo caso la palla passerà al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che potrebbe sciogliere le Camere e mandare gli italiani alle elezioni prima della primavera del 2023. Le date che al momento sono state individuate sono due: il 25 settembre e il 2 ottobre.

Cominciano le operazioni di voto al Senato

FI si spacca sul voto della risoluzione Casini in Aula

Intorno alle ore 19:20 di mercoledì 20 luglio, sono state aperte le votazioni in Senato. Poco prima dell’inizio della prima chiama, è emersa in modo evidente la spaccatura insita all’interno di Forza Italia. Il partito guidato dall’ex premier Silvio Berlusconi, infatti, è apparso estremamente diviso rispetto alla mozione Casini. Alcuni senatori hanno deciso di votare la mozione Casini, staccandosi dalla posizione espressa dai vertici. La capogruppo Anna Maria Bernini, infatti, aveva comunicato che il partito non avrebbe partecipato al voto sulla risoluzione Casini.

In opposizione alla linea dettata dalla Bernini, si inseriscono ad esempio le dichiarazioni del senatore di FI Andrea Cangini che ha dichiarato: “Mi rendo conto che siamo in una situazione in cui la demagogia si è mangiata la politica. Voterò la fiducia come ho sempre fatto“.

M5s presente non votante

Rispetto alla votazione della risoluzione Casini, la posizione del Movimento 5 Stelle è stata espressa con fermezza pochi minuti prima dell’inizio della prima chiama. Il M5S ha scelto di dichiararsi presente non votante.

Sulla decisione, si è espressa la capogruppo al Senato dei 5 Stelle, Mariolina Castellone, che ha annunciato in modo ufficiale durante il suo intervento in Aula che il partito di Giuseppe Conte non parteciperà al voto sulla risoluzione. In particolare, Castellone ha dichiarato: “Togliamo il disturbo, non prenderemo parte al voto. Abbiamo letto gli appelli affinché il governo vada avanti e ci meraviglia che questo governo in un momento così drammatico abbia messo in discussione l’andare avanti“.

Draghi lascia il Senato durante il voto

In concomitanza con l’inizio delle votazioni sulla mozione Casini, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha deciso di lasciare il Senato. A quanto si apprende, il premier ha fatto ritorno ritorno in Aula alcuni minuti dopo l’avvio delle operazioni di voto.

Passa il voto di fiducia in Senato al Governo Draghi

Il voto di fiducia al Governo Draghi in Senato ha avuto esito positivo nonostante la risicata maggioranza di voti ottenuta. In Aula, erano presenti 192 votanti. Di questi, hanno effettivamente partecipato al voto 133 senatori. Le votazioni sulla risoluzione Casini si sono concluse con 95 voti favorevoli e 38 voti contrari.

Di Maio: “Pagina nera per l’Italia”

Intanto, gli accadimenti della giornata di mercoledì 20 luglio sono stati commentati dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Il responsabile della Farnesina ha scritto su Twitter il seguente messaggio: “Una pagina nera per l’Italia. La politica ha fallito, davanti a un’emergenza la risposta è stata quella di non sapersi assumere la responsabilità di governare. Si è giocato con il futuro degli italiani. Gli effetti di questa tragica scelta rimarranno nella storia”. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, su Twitter.

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