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Caso “Auschwitzland”: verrà discusso in Parlamento

Il caso della maglietta con la scritta "Auschwitzland" verrà discusso in Parlamento. Il capo è stato indossato da Selene Ticchi a Predappio.

selene ticchi
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Selene Ticchi, organizzatrice della manifestazione a Predappio per l’anniversario della marcia su Roma, ha indossato una maglietta con la scritta “Auschwitzland”. Il paragone tra il campo di concentramento e il parco gioco Disney ha scatenato le polemiche del web.

La donna si è giustificata: è solo humor nero. Il caso verrà discusso in Parlamento.

Maglietta choc: “Auschwitzland”

La maglietta indossata da Selene Ticchi, militante di Forza Nuova, a Predappio, ha scatenato numerose polemiche. L’organizzatrice della manifestazione per l’anniversario della marcia su Roma ha deciso di indossare una maglietta con la scritta “Auschwitzland“. La Ticchi, militante di Forza Nuova, era già candidata sindaco di Budrio, in provincia di Bologna, per la lista neofascista “Aurora italiana”.

Il caso verrà discusso in Parlamento

Il senatore di Liberi e Uguali, Francesco Laforgia, ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno Matteo Salvini per discutere del caso di Selene Ticchi. Secondo Laforgia, è necessario discuterne in Parlamento: “L’apologia del fascismo, nell’ordinamento giuridico italiano, è un reato. Chiedo al Ministro se intende applicare questa legge, se condivide il paragone di un campo di sterminio ad un parco giochi e quali misure intenda promuovere al fine di evitare il ripetersi di simili episodi”.

La diretta interessata si è difesa: “E’ solo humor nero. Posso chiedere scusa, ma fino a un certo punto: c’è sempre l’articolo 21 della Costituzione (libertà di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto o ogni altro mezzo di diffusione, ndr)”. Il web però si è scagliato contro si lei: “Provo sconforto, pena e l’orrore che solo l’ignoranza riesce a provocarmi. E’ un vergogna per l’Italia” ha scritto un utente. “Se l’apologia è ancora reato, spero qualcuno si muova” ha commentato un altro.

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