> > Pontedera, suicidio Fatima: parla la macchinista del treno

Pontedera, suicidio Fatima: parla la macchinista del treno

suicidio

Una ragazza di 18 anni incinta si è gettata sotto un treno in transito a Pontedera. Alla guida del convoglio c'era un macchinista donna.

“Quando si parla di suicidio sotto un treno si associa il fatto al convoglio, ma c’è qualcuno che lo guida questo treno” sottolinea la macchinista che si è vista davanti agli occhi la morte di Fatima.

La ragazza, 18enne incinta di tre mesi, si è gettata sui binari nei pressi della stazione di Pontedera, in provincia di Pisa.

“Ho pensato che fosse destino”

“Ho visto questo puntino rosso che si faceva spazio tra la folla. Pensavo che il rosso fosse il colore dei suoi capelli, invece ho saputo dopo che era il velo…” ricorda, con ancora le lacrime agli occhi, la macchinista del treno che domenica 25 novembre 2018 ha travolto e ucciso nei pressi della stazione di Pontedera una ragazza di 18 anni.

La giovane, di origini marocchine anche se viveva da tempo in Italia ospite di varie case famiglia, era incinta di tre mesi.

Alla guida del convoglio c’era una donna. “Io mi ero preparata tanto a questa eventualità, quando si decide di fare questo mestiere è qualcosa che si mette in conto, ma è una cosa che ci diciamo con pudore tra colleghi. Al di fuori non ci si pensa mai”, racconta a Il Fatto Quotidiano.

“Quando si parla di suicidio sotto un treno si associa il fatto al convoglio, ma c’è qualcuno che lo guida questo treno. – sottolinea la macchinista – C’è una persona che in qualche modo è vittima assieme a chi muore“.

All’inizio “non volevo neppure sapere troppo di questa persona, mi dicevano che era meglio così. Poi ho letto la notizia sui siti, sui giornali, la storia di questa ragazza incinta di 18 anni“, prosegue.

La macchinista quindi riflette: “Ho pensato che fosse destino. Io non dovevo essere neppure lì a quell’ora, avevo tardato, il treno aveva subito un guasto. Doveva capitare a un altro macchinista”. “Forse è capitato a me – a una donna – perché io potessi dare voce alla storia di questa ragazza” aggiunge.