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Eredità Alberto Sordi: assolti tutti gli imputati

"Il fatto non sussiste": assolti i nove imputati nel processo riguardante il patrimonio milionario dell'attore romano Alberto Sordi.

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Di nuovo in vendita villa Corcos, casa estiva di Alberto Sordi

Si è concluso nel migliore dei modi, per i nove imputati, il processo a loro carico riguardante l’eredità dell’indimenticabile Alberto Sordi. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico del Tribunale di Roma, al termine di due ore di camera di Consiglio.

Le accuse mosse contro i nove imputati erano ricettazione e circonvenzione di incapace ai danni di Aurelia Sordi, sorella dell’attore romano, scomparsa 5 anni fa all’età di 94 anni. Il Pubblico Ministero Eugenio Albamonte aveva chiesto, contro gli imputati, condanne comprese tra i 4 e i 2 anni e mezzo. Tutti assolti, invece, “perchè il fatto non sussiste”.

Patrimonio da più di 50 milioni di euro

Il processo era legato al ricco patrimonio di Alberto Sordi: si tratta di più di 50 milioni di euro.

Gli imputati erano il notaio Gabriele Sciumbata, l’avvocato Francesca Piccolella, l’autista dell’attore Arturo Artati, l’avvocato Carlo Farina e i cinque dipendenti che lavoravano presso la villa di Sordi per dare assistenza alla sorella Aurelia.

“Questo sancisce ancora una volta che il testamento è valido”, afferma Nicoletta Piergentili, legale della Fondazione Sordi che si era costituita parte civile al processo. Il legale dei parenti di Alberto Sordi, l’avvocato Andrea Maria Azzaro, ha invece commentato così la decisione del giudice monocratico: “Accettiamo e rispettiamo la sentenza.

Un conto però sono le donazioni ai domestici, un conto è l’impugnativa del testamento. La partita al tribunale civile è ancora da giocare”.

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