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Interrogato bendato, Ilaria Cucchi: “Cose che non devono succedere”

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"Cose che non devono succedere" è il commento di Ilaria Cucchi sulla vicenda del giovane interrogato bendato e ammanettato.

interrogato bendato

È ormai scoppiato il caso nel caso a seguito della pubblicazione di un’immagine che ritrae uno dei due giovani fermati per l’omicidio di Mario Rega Cerciello bendato e ammanettato durante il suo interrogatorio. Le polemiche sono montate e l’Arma ha comunicato l’apertura di un’inchiesta interna che ha portato all’individuazione del carabiniere che ha compiuto tale atto e di colui che ha scattato e poi diffuso, probabilmente via whatsapp, lo scatto.

Interrogato bendato e ammanettato

Poco dopo la pubblicazione sulla stampa della foto incriminata, è arrivato il commento di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano: “Queste sono cose che non devono accadere” ha detto ricordando il fratello, morto nel 2009 in circostanze ancora poco chiare dopo essere stato arrestato. Ad Adnkronos, Ilaria ha detto che non è possibile che una persona sospettata di un delitto possa finire in quelle condizioni, “di qualsiasi cosa si possa essere accusati e qualunque sia la nazionalità“. Il suo pensiero, ha assicurato, va comunque “alla famiglia del vice brigadiere”.

“Fare chiarezza sulla foto”

Sul caso è intervenuta anche la madre di Federico Aldovrandi, studente ferrarese morto nel 2005 a seguito di un fermo di Polizia.

Se non si conosce l’autenticità e non si sa chi ha scattato questa foto è difficile dare un’interpretazione. Però credo ci sia bisogno di chiarezza questa volta come le altre. Ci vuole trasparenza. Quando ci sono episodi di violenza che coinvolgono le forze dell’ordine ci vorrebbe enorme cautela e grande professionalità“. “Legittimo – ha proseguito – che debba essere interrogato, ma perché una benda? Si tratta di un omicidio e come tale va indagato non perché si tratti di un militare ma perché è una persona“.


Nata in provincia di Lodi, classe 1995, è laureata in "Scienze Umanistiche per la Comunicazione" all’Università Statale di Milano. Collabora con Notizie.it.


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Claudio

Intendi che potevano già giustiziarlo? Scivolando, scivolando di affermazione in affermazione diventa pericoloso….

egizio bosio

hanno ucciso un uomo e per questo vanno giudicati e condannati ma chi deve far rispettare le regole le deve rispettare a sua volta, troppi lati scuri nell’arma, nei suoi comportamenti, se diventano una banda a cui tutto è permesso, se questo è il messaggio allora vale tutto ed il contrario di tutto, chi ha subito prepotenze fatica a credere all’integrità e serietà che dovrebbero essere la normalità (come diceva il comandante) poche mele marce, ma una mela marcia rovina più di mille detrattori, vanifica il lavoro di mille onesti, un’altra educazione sarebbe utile (purtroppo le leggi non aiutano). ma… Leggi il resto »


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Antonella Ferrari

Nata in provincia di Lodi, classe 1995, è laureata in "Scienze Umanistiche per la Comunicazione" all’Università Statale di Milano. Collabora con Notizie.it.

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