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Mafia Capitale, cade l’accusa di associazione di stampo mafioso

Ora ci sarà un nuovo esame dell'Appello per ridefinire la pena per Carminati e Buzzi in relazione alla caduta del 416 bis.

Mafia Capitale cassazione

É arrivata nella tarda serata di oggi, martedì 22 ottobre, la sentenza della Cassazione su Mafia Capitale. I giudici hanno escluso che si trattasse di un’associazione mafiosa.

Mafia Capitale: la sentenza della Cassazione

La VI sezione penale ha riconosciuto la presenza di due associazioni distinte coinvolte nell’operazione denominata “Mondo di mezzo”, ma ha respinto l’accusa che fossero mafiose. L’inchiesta era nata dopo la denuncia della Procura di Roma secondo cui nella capitale si fosse costituita una “nuova mafia” coinvolta nel mondo degli appalti.

Già la sentenza di primo grado aveva escluso che si trattasse di associazioni mafiose, ma in Appello la sentenza si era ribaltata, con i pm che avevano chiesto il ripristino dell‘articolo 416 bis del codice penale. Due dei 32 imputati, Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, erano state riconosciuti colpevoli di reati di mafia.

Per loro le condanne erano state rispettivamente di 18 anni e 4 mesi e 14 anni e mezzo.

Ma la Cassazione è tornata alla prima sentenza, facendo nuovamente cadere l’accusa legata alla mafiosità delle associazioni. Ha poi rinviato in Appello la ridefinizione delle pene per Buzzi e Carminati. Soddisfatti i legali dei due, che hanno parlato della caduta di un reato “basato sull’infondatezza” e “giuridicamente insostenibile“, dato che la Cassazione ha annullato il 416 bis senza rinvio.

Presente durante la sentenza anche la sindaca di Roma Virginia Raggi. Queste le sue parole: “È stato scritto un capitolo molto buio della storia nostra città. Stiamo lavorando insieme ai romani per risorgere dalle macerie che ci hanno lasciato, seguendo un percorso di legalità e rispetto dei diritti“.


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