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Coronavirus a Codogno, gli infermieri: “Non ce la facciamo più”

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Bloccati in reparto da ore e senza sostituti: l'appello degli infermieri di Codogno venuti a contato con medici e pazienti con il coronavirus.

coronavirus paziente 1 sveglio

Dopo i casi di coronavirus a Codogno (comune in provincia di Lodi), per gli infermieri venuti a contatto con i pazienti infetti è in corso un’odissea senza fine che li vede isolati nell’ospedale senza possibilità di uscire e senza conoscere i risultati dei propri test.

Coronavirus a Codogno: infermieri bloccati

Diversi medici e sanitari sono infatti bloccati da ormai 24 ore nei reparti a rischio attendendo indicazioni sul loro futuro. Tutti sono stati sottoposti ai test per verificare se abbiano contratto l’infezione ma non hanno ancora saputo gli esiti.

Non ce la facciamo più a livello fisico e siamo in crisi a livello psicologico perché nessuno è in grado di darci risposte o permetterci di finire questo infinito turno“, hanno lamentato. Sei infermieri del reparto di medicina interna hanno infatti iniziato il loro terzo turno consecutivo senza mai lasciare la struttura ospedaliera.

Il personale ha così scritto una lettera urgente al direttore sanitario dell’ospedale di Codogno. Nel confermare il loro avvenuto contatto con i medici risultati positivi, hanno segnalato che la quasi totalità dei loro colleghi si è resa indisponibile ad essere presente in reparto causando problemi di continuità assistenziale.

Già stanotte non si è presentato nessuno a darci il cambio e noi saremo costretti ad un turno di 16 ore. E stamattina idem. Noi siamo qui da ieri alle 14 senza avere risposte certe e dovendo provvedere ancora alle necessità assistenziali del reparto“, hanno continuato.

Hanno infine spiegato di star garantendo terapia e assistenza necessaria ai malati ricoverati ma servono comunque squadre di infermieri in più che se ne occupino. Infine l’appello per permettere loro di avere sostituti in quella che è a tutti gli effetti una situazione di emergenza.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Astrubale

Quindi volete ritornare a casa e infettare tutti i familiari…..non ho parole……

Patrizia

No, vogliono solo riposare!!!!!!!!!!!!!!!

Mariaritacipolla

Hai detto bene sono umani non robot

Maria Tritapepe

Ciao ti ammiro tantissimo te e i tuoi colleghi ma voi che siete li nn potete chiedere un posto dove poter stare tranquilli invece x ora di tornare a casa? Chiedete tutti voi questa soluzione come hanno fatto a Whuan mi pare ciao un abbraccio

Aironeblu

Ma che commento è? IO non ho parole!

Lodovico

Dovresti vergognarti di un commento come questo. Non chiedono di andare a casa, ma solo certezze su cosa fare data la loro attuale situazione. Dopo tre turni di seguito potrebbero anche avere necessità di riposare, non credi…? E potrebbero farlo senza per forza andare a casa se l’ospedale mettesse a loro disposizione qualche stanza.

grazia

Allora taci, che quel poco che hai detto e’ abbastanza per definirti!

anna di leva

non so che dire.

Agata

Devo andare io impiegata a sostituire infermiere e dottori……non ho parole !

Paola

Questo è un evento drammatico eccezionale. Qui ci vuole l’esercito con le tute speciali e supporti psicologico serio.
La gente non si rende conto di cosa vi sta accadendo. Richiedete un intervento per grandi catastrofi.

Romina Bianchin

Ci vuole più personale non possono fare solo tutto loro!!!! Prima di mandarli a casa accertarsi che non sono infetti e cmq hanno bisogno di riposo anche se rimangono in ospedale

Ileana

Ci verrei a darti il cambio! Impossibile riuscire dopo tante ore a continuare da soli!. FORZA!


Contatti:
Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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