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Tutta la verità sui divorzi durante la quarantena

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Non credete a chi vi parla di boom di divorzi. Oggi anche gli avvocati sono influencer presso se stessi: "Me l'avete chiesto in tantissimi!"

boom divorzi in quarantena, la verità

«Boom di richieste di divorzi». Ma chi? Ma dove? Ma quando mai? Da un sondaggio sulla mia scrivania e tra i colleghi delle sfere alte nel distretto degli uffici 20121 e 20122 di Milano i problemi familiari sono stati due:

  1. il diritto di visita e gli spostamenti
  2. i fatturati crollati e i mantenimenti che gli ex mariti vorrebbero ridurre.

Il picco delle separazioni casomai si vedrà a settembre. Che però è da sempre il mese deputato. Dopo ogni agosto in famiglia, la gente capisce che volersi bene è uno sport con molti metri in mezzo: più si sta lontani, più aumentano le possibilità.

Tristissima quindi mi accingo alla pratica più mortificante di questo ventennio, il fact checking.

  • «Guardate la Cina, in Cina è successo!» ➢ In Cina stava già succedendo da qualche anno. L’amore liquido è arrivato l’altroieri, sono i loro anni ’90.
  • «In Cina addirittura hanno imposto un periodo di 30 giorni di ripensamento per chiedere la separazione!» ➢ Già c’era.
  • «Adesso in Italia puoi chiedere la separazione con una mail!» ➢ Adesso gli avvocati fanno tante cose con una Pec, i tribunali preferiscono. In caso di separazioni consensuali invece di farti una passeggiata di due minuti in tribunale, si manda una Pec alla cancelleria del giudice con gli accordi che avete preso. Si chiama trattazione scritta della causa, già se ne parlava da tempo, non v’emozionate.

In generale, credeteci poco quando gli avvocati vi dicono che hanno il boom di qualcosa. In questo ventennio chiunque è influencer presso se stesso. «Me l’avete chiesto in tantissimi!»: è la stessa cosa coi divorzi causa quarantena.

Articolo tratto dalla Newsletter The Chat di Ester Viola.


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