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La straziante lettera di Chiara a Niccolò, il prof morto di tumore

Chiara intreccia l'amore alle lacrime nella sua lettera d'addio a Niccolò, il prof morto di tumore a soli 29 anni. Parole che stringono il cuore.

Niccolò Sartoni e Chiara

Con te se ne va la parte più bella di me, il mio futuro“. Va al cuore della mancanza Chiara nella lettera scritta a Niccolò, il prof di educazione fisica morto di tumore. A luglio Niccolò avrebbe compiuto 29 anni,.

Da tre lavorava in una scuola di Legnano, vicino alla sua Busto Arsizio. I colleghi dell’Istituto Barbara Melzi lo ricordano come “una persona dal sorriso contagioso“.

La lettera al prof Niccolò, stroncato dal tumore

Niccolò Sartoni era un giovanissimo professore di educazione fisica. A 28 anni insegnava da tre ed era anche giocatore del Basket Busto Arsizio. È venuto a mancare il 7 giugno scorso a causa del cancro con cui conviveva da tempo.

Ai funerali, tenutisi nella chiesa di Sacconago, le mascherine i hanno nascosto a fatica la commozione per l’addio. Ed è colma di addio la lettera della fidanzata del giovane, Chiara. Una lettera d’amore che racconta l’intensità di una storia nata tra i banchi e portata avanti nonostante la malattia. “Quando il sipario si chiude e le luci si spengono sono io che mi ritrovo a fare i conti con questo vuoto” scrive Chiara: “Tu sei stato per me la mia grande occasione, il mio grande amore.

Hai stravolto la mia vita 12 anni fa e l’hai resa bella da morire. Sei stato il mio porto sicuro, la mia certezza, la sostanza del mio tempo. Sei stato il mio tutto. Credimi … non avrei mai potuto desiderare una vita diversa da quella che abbiamo vissuto insieme. Tu mi hai insegnato che l’amore è una cosa semplice. Può esplodere tra i banchi di scuola, ma se è vero dura per sempre“.

Il prof dal cuore grande

Il destino mi ha dato te e mi ha tolto te. Non ero pronta a perderti. Non ora. Non così. Tre anni fa scrivevo ‘la vita ti porta in posti meravigliosi, l’amore ti porta a casa’. E ora che ho perso la mia casa” scrive la fidanzata. Nelle sue parole traspare la perdita di un amore che colmava entrambi: “Dovrei chiudere dicendoti addio, ma non sono pronta a dirti ciao. Probabilmente non lo sarei mai stata neanche a 90 anni. È troppo difficile lasciarti andare… chiudo allora facendoti delle promesse“. Chiara promette a Niccolò che riuscirà a superare tutto questo. Il vuoto – scrive – sarà incolmabile, ma proverà a far tornare “presto sul mio visto quel sorriso che tanto adoravi. Ci vorrà un po’ ma tornerà. Ti prometto che prenderò la mia vita in mano, e vivrò a 1000“.

Il saluto a Niccolò dei colleghi

Niccolò Sartoni ha lasciato un ricordo indelebile fra i colleghi professori dell’Istituto Barbara Melzi. Tutti loro ricordano i valori che il giovane portava con sé, calandoli nella realtà di tutti i giorni: “Ci sono persone che svolgono la professione di docente; sono brave, preparate e ottengono anche ottimi risultati dai loro studenti. Poi ci sono persone che sono docenti ed educatori. Anche loro ottengono ottimi risultati dagli studenti, ma i ragazzi non apprendono solo una disciplina. Li guardano quando spiegano, li osservano quando si muovono, li fissano quando parlano” scrive il dirigente scolastico, Flavio Merlo.

Niccolò era fra questi, un modello da seguire nella sua semplicità e onestà. “Ti prometto che troverò il modo di raccontare di noi, di te: un amore così non può essere dimenticato” è l’ultima, più importante promessa che Chiara fa a Niccolò e se stessa.

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