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Bologna, festa Erasmus si trasforma in un focolaio: 10 studenti positivi

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Nuovo focolaio di coronavirus a una festa Erasmus di Bologna: 10 studenti sono risultati positivi, una ragazza ha sintomi.

festa Erasmus Bologna
festa Erasmus Bologna

Mentre il sindaco di Albinea, in provincia di Reggio Emilia, ha emanato un’ordinanza per fermare la movida cittadina, a una festa Erasmus di Bologna si segnalano 10 positivi. Restano i giovani il principale veicolo del contagio. Intanto in Emilia-Romagna nelle ultime 24 ore sono stati rilevati 96 nuovi casi, tre in meno rispetto al giorno precedente.

Un uomo di 93 anni è deceduto a Parma. L’età media dei nuovi casi è di 38 anni. 54 dei nuovi positivi sono asintomatici.

Festa Erasmus a Bologna: 10 positivi

Un nuovo focolaio è stato segnalato dopo una festa Erasmus organizzata nella serata di lunedì 21 settembre in piazza Scaravilli, in zona universitaria. Finora si segnalano 10 studenti positivi. Sono ragazzi di nazionalità spagnola, tutti fra i 20 e i 24 anni.

I casi, tuttavia, potrebbero aumentare: sono alcune decine, infatti, le persone sottoposte a sorveglianza da parte dell’Ausl. Intanto si cerca di rintracciare tutti i contatti stretti, anche con l’ausilio di mediatori visto che si parla di ragazzi stranieri. Alcuni studenti si sono presentati autonomamente in ospedale, dopo aver saputo della notizia del contagio. A metà settimana, infatti, una ragazza ha presentato i sintomi del Covid-19: sottoposta a tampone, è risultata positiva.

Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di sanità pubblica, ha dichiarato: “Secondo noi i ragazzi coinvolti non hanno portato il virus dalla Spagna ma l’hanno preso qui. Io voglio lanciare un appello: bisogna fare attenzione. Non è il periodo delle feste. Se si organizzano, è bene che siano fatte all’aperto, con poche persone e in condizioni di massima sicurezza”.

La riapertura dell’università, inoltre, ha visto il ritorno in città del 30-35% degli studenti: molti gli assembramenti e troppo poche le persone con la mascherina. Intanto il sindaco Virginio Merola ha imposto la chiusura per sei mesi dalle 21 alle 6 del Kaffeina Kaffè di via dei Bibiena. La Polizia locale, invece, nella serata di domenica 27 settembre ha multato altri cinque bar della zona a causa degli eccessivi assembramenti e del poco rispetto delle norme anti-Covid.

Preoccupati i comitati residenti. Otello Ciavatti, di Piazza Verdi, ha commentato: “Per gli affollamenti che ci sono, sembra di essere tornati al periodo prima del virus. Con una differenza: allora il problema era principalmente il rumore, adesso c’è anche il rischio del contagio legato alla mancanza di sensibilità e intelligenza sociale. È grave, perché parliamo di giovani universitari che dovrebbero essere consapevoli dei rischi. Ciavatti denuncia “una filiera del rumore e assembramenti senza mascherine”. Anche Giuseppe Sisti, dell’associazione di via Petroni, ha commentato quanto sta accadendo negli ultimi giorni e ha detto: “Una residente mi ha raccontato che in piazza Aldrovandi c’era un muro di ragazzini” e ha confermato che c’è “grande confusione, gente che urla, schiamazzi, nessuna mascherina”.

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.


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Asia Angaroni

Nata a Varese, classe 1996, è laureata in Comunicazione. Collabora con Notizie.it.

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