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Chiusura ristoranti alle 18, l’idea degli alberghi per aggirare il Dpcm

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Con l'obbligo di chiusura dei ristoranti entro le 18, molti albergatori hanno trovato un curioso modo per aggirare le limitazioni imposte dal Dpcm.

La chiusura dei ristoranti alle 18 imposta dal governo con il nuovo Dpcm rischia di rappresentare una vera e propria mazzata finale per centinaia di attività che a stento sono riuscite a superare il primo lockdown, con il rischio che questa volta la chiusura dei battenti non sia solo una remota possibilità.

Molti esercenti, tra cui diversi albergatori, si rifiutano però di attenersi pedestramente alle direttive dell’esecutivo e tra le pieghe delle normative avrebbero trovato il modo di aggirare legalmente il decreto anti coronavirus.

Chiusura ristoranti, l’idea degli albergatori

Tra le iniziative messe in piedi in queste ore per aggirare il Dpcm vi è quella di Simone Iualè, titolare dell’albergo La Rosa dei Venti di Monte San Giusto, in provincia di Macerata.

Iualè, che ricopre anche la carica di presidente provinciale di Federalberghi, ha infatti deciso di consentire agli ospiti del suo albergo-ristorante di cenare dopo le 18, offrendo a questi una camera e facendoli così figurare legalmente nei pernottamenti della struttura: “Non vedo la differenza tra chi consuma la cena perché alloggia in albergo e chi non può concedersi una cena al ristorante entrambi arrivano dall’ambiente esterno. È come se il virus navigasse a orari e questo è assurdo.

Dalla chiusura entro le 18 sono infatti esentati i ristoranti all’interno delle struttura alberghiere. Secondo il titolare tuttavia la stretta attuata dal governo non provocherà un calo repentino del numero dei contagi, andando ad intaccare esclusivamente l’economia del Paese: “Con il virus bisogna convivere, visto che non sparirà dall’oggi al domani . Solo da noi, 48 gruppi hanno cancellato prenotazioni per un totale di 550mila euro.

[…] Inoltre non capisco dove andranno a cena i clienti degli alberghi che non hanno un ristorante, probabilmente finiranno ammassati nelle aree di servizio lungo le autostrade”.

Al di là di questo piccolo cambiamento, la struttura di Iualè continuerà a rispettare le regole anti Covid e per chi sceglierà di pernottare sarà disponibile anche la colazione come qualsiasi altro cliente: “Siamo sfiniti e abbiamo tanta rabbia dentro, lasciateci almeno lavorare in pace”.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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