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L’opinione di Giulio Cavalli

Gino Strada, un gigante in mezzo ai nani del Governo

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Rimane dritto, drittissimo, Gino Strada che è riuscito a rimanere pulito e coerente anche in questo vergognoso balletto. Come sempre.

Gino Strada
Gino Strada

Un gigante tra i nani. Il Governo non solo è riuscito nell’incredibile impresa di sbagliare tre commissari per la sanità calabrese in pochi giorni (poi, volendo, con calma, ci sarebbe da discutere di un commissariamento diventato cronico) ma è riuscito anche a dare in pasto per l’ennesima volta un uomo come Gino Strada, la sua storia, la sua professionalità e tutto quello ce rappresenta con Emergency, alle più bieche strumentalizzazioni politiche in nome di un fondotinta per nascondere i propri errori.

Accade così, in questo Paese: ci sono figure non istituzionalizzate e non istituzionalizzabili che vengono sventolate come reliquie utili a calmare la folla, come se la politica e le nomine fossero un gioco di figurine in cui l’importante è rassicurare i propri tifosi. Lui, Gino Strada, ha assistito da fuori a questo ignobile balletto tenendo sempre la barra dritta, rifiutandosi come sempre di entrare nell’agone e rimanendo fedele alle proprie idee: dove c’è qualcuno da aiutare, indifferentemente dalla provenienza geografica, Emergency c’è ed è a disposizione ma la sua faccia, ci ha fatto capire Gino Strada, non è a disposizione.

Del resto, forse ce lo siamo dimenticati troppo in fretta, è lo stesso Gino Strada che il Movimento 5 Stelle un’era geologica politica fa aveva proposto come Presidente della Repubblica ed è lo stesso Gino Strada contro cui si è puntato il dito quando (anche il Movimento 5 Stelle) i membri del Governo Conte I attaccava smodatamente proprio le Ong per i loro “taxi del mare”. Ha la pelle dura, Gino Strada.

Dopo il disastro del generale Cotticelli (quello che di fronte alle telecamere della Rai ha scoperto di essere lui il responsabile di un piano anti Covid che non era stato preparato) le Sardine e pezzi della società civile cominciano a chiedere Gino Strada nel ruolo di commissario straordinario.

L’idea ovviamente piace a molti per l’enorme statura della nomina. Niente di fatto, arriva Zuccatelli, uomo che non ha certo brillato nella gestione delle cose sanitarie calabresi e che è riuscito a regalarci una pessima esibizione in video in cui proponeva farlocche teorie sul propagarsi del virus.

Il nome di Strada continua a rimanere sotto traccia ed è proprio il fondatore di Emergency a fare chiarezza con un suo comunicato nel tardo pomeriggio del 15 novembre: «Una settimana fa ho ricevuto la richiesta da parte del Governo – scrive Strada – di impegnarmi in prima persona per l’emergenza sanitaria in Calabria.

Ho chiesto alcuni chiarimenti sul mandato e sulle modalità di lavoro, ponendo una condizione fondamentale: non sono disponibile a fare il candidato di facciata né a rappresentare una parte politica, ma metterei a disposizione la mia esperienza solo se ci fossero la volontà e le premesse per un reale cambiamento. Ho sentito qualche commentatore dire che – dopo tanti giorni – dovrei “decidere se accettare o meno l’incarico”. Non sono in questa condizione perché dopo quei primi colloqui non mi è stata fatta alcuna proposta formale.

Sia chiaro: non ho nulla da recriminare nei confronti del governo che ha ovviamente facoltà di scegliere il candidato che ritiene più adatto a questo incarico».

Il governo, badate bene, non risponde. Silenzio. Niente. Passa qualche giorno e qualcuno dice che sarebbe stato proprio Gino Strada a rifiutare l’incarico. Viene nominato il Rettore della Sapienza Gaudio e fonti dal governo parlano di “tandem con Gino Strada”. Falso. Lo spiega proprio Strada: «Apprendo dai media che ci sarebbe un tandem Gaudio-Strada a guidare la sanità in Calabria. Questo tandem semplicemente non esiste».

Dovrebbe essere una bomba. Dal governo invece solo silenzio. Gaudio rinuncia all’incarico (perché sua moglie non vorrebbe trasferirsi a Catanzaro, roba da sit-com) e qualcuno, sempre dalle parti del governo, dice che è Gino Strada a non volere accettare l’incarico. Falso, anche questo. Lo scrive proprio Strada che interviene così: «Leggo da un’agenzia di stampa che non sarei disponibile a fare il commissario in Calabria. Ribadisco – perché evidentemente serve farlo ancora – che non ho ricevuto nessuna proposta formale e che comunicherò personalmente le mie decisioni attraverso i canali ufficiali se ci sarà qualcosa di reale e concreto da comunicare. Mi sembra che la situazione sia già abbastanza difficile per i cittadini calabresi senza che diventi anche grottesca».

Il 17 novembre il ministro Boccia ci spiegava ospite di una trasmissione televisiva su La7 che Gino Strada non sarebbe stato opportuno in un compito “organizzativo non propriamente sanitario”. I 25 ospedali costruiti da Emergency, evidentemente, non contano. E così si arriva alla fine con una striminzita collaborazione (come avviene senza clamore anche in altre regioni d’Italia) con Emergency che, come sempre, si rende disponibile per dare una mano tra gli ospedali. E vorrebbero rivendercela come una vittoria.

Rimane dritto, drittissimo, Gino Strada che è riuscito a rimanere pulito e coerente anche in questo vergognoso balletto. Come sempre. Del resto è uno abituato alla guerra, figurati le beghe di qualche politico poco capace.

Scrittore e giornalista.


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