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Maltrattamenti all’ospedale di Taranto: “Tra dieci minuti muori”

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Sono almeno sette gli episodi di maltrattamenti denunciati dai familiari di alcuni pazienti ricoverati in ospedale a Taranto.

Maltrattamenti ospedale Taranto

Giungono dall’ospedale Moscati di Taranto alcuni episodi di maltrattamenti avvenuti ai danni di alcuni pazienti ricoverati: tra mancanza di assistenza, condizioni non adeguate e oggetti di valore non restituiti ai parenti, sono già sette le denunce presentate.

Maltrattamenti all’ospedale di Taranto

Tra i racconti dei familiari degli ospiti spunta quello di una figlia la quale ha raccontato che il padre, in contatto telefonico con lei, le avrebbe detto: “Venitemi a prendere, qui muoio“. Dopo qualche giorno la donna ha parlato con un medico dell’ospedale che la ha espressamente detto, con un tono accusatorio e non senza grida, che “suo padre non collabora, non vuole mettersi la maschera Cpap e fra dieci minuti morirà“.

Quando poi lei ha chiesto di più sulla condizione dell’uomo e in particolare sui valori della saturazione si è sentita rispondere che “non c’è saturazione, vedrete che fra poco muore. Mi sta ascoltando, fra poco morirà“.

Le risposte in malo modo e un atteggiamento non consono al mestiere sono state denunciate anche da un’altra parente di una paziente.

Costei ha raccontato che la madre, ricoverata per una crisi respiratoria, le ha detto di essere stata maltrattata da alcuni addetti e di essere rimasta anche senza cibo. In più, a due giorni dalla morte, la donna si è accorta che nella borsa mancavano la fede e un altro anello che indossava al momento dell’ingresso in ospedale.

Un altro episodio inviato alla Procura riguarda invece la mancanza di assistenza adeguata. Il figlio di un altro ospite ha raccontato che il padre gli diceva di “chiamare la polizia e portarmi via da qui“. L’uomo era infatti stato ricoverato in un container con la biancheria abbandonata per terra in un angolo (un video lo dimostra). In più il figlio ha denunciato l’impossibilità di avere notizie sullo stato di salute dei familiari per mancanza di un numero telefonico apposito (attivato solo nelle ultime settimane).

Sui casi indagherà la magistratura che dovrà verificare la corretta osservanza delle misure precauzionali sanitarie da parte della dirigenza ospedaliera e l’adeguata preparazione alla seconda ondata.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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