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Covid, Franco Faella: “Vaccino unica cosa che sconfiggerà epidemia”

“Io mi vaccinerò… non dobbiamo avere paura del vaccino”, queste le parole dell’infettivologo Franco Faella.

Covid Faella vaccino
Covid Faella vaccino

Vaccino come unica arma per sconfiggere la pandemia. A pochissimi giorni dalla distribuzione del vaccino Pfizer e BioNTech parla l’infettivologo dell’ospedale Cotugno di Napoli Franco Faella che sarà tra l’altro tra i primi a ricevere il vaccino nella città di Napoli.

Nell’esclusiva rilasciata a Fanpage.it il noto infettivologo ha parlato dell’importanza di vaccinarsi non mancando però di fare delle interessanti digressioni storiche ricordando anche l’epidemia di Colera che si diffuse in Italia nel 1973. “Io mi vaccinerò. Dobbiamo avere paura della malattia, non del vaccino”, ha dichiarato Faella.

Covid, le parole di Faella sul vaccino

Mancano ormai pochissimi giorni alla distribuzione del vaccino di Pfizer e BioNTech su tutto il suolo nazionale molti sono i dubbi sul vaccino ad iniziare dalla sua sicurezza o meno.

Proprio su questo punto l’infettivologo Franco Faella nell’intervista rilasciata a Fanpage.it ha parlato della grande importanza del vaccino come strumento indispensabile per lottare contro il Coronavirus.

Direi che dobbiamo avere paura della malattia, non del vaccino. Io mi vaccinerò. Bisogna rendersi conto che uno dei fattori di rischio è l’età, quindi chi ha oltre 65/70 anni dovrà sicuramente vaccinarsi.

Anche i più giovani, però, dovranno farlo per dovere civile e per raggiungere quel 65/70% di vaccinati che ci consentirà di raggiungere l’immunità di gregge, l’unica cosa che ci potrà far vincere l’epidemia”.

Tuttavia non ha mancato di parlare di quelli che potrebbero essere eventuali effetti collaterali del vaccino: “Può darsi che qualcuno si sentirà male, e spero di non essere io, ma si tratterà di eventi avversi che numericamente saranno molto inferiori, posso immaginare che su 60 milioni di italiani ne riscontreremo un migliaio, anche di meno.

Potrebbero essere reazioni allergiche, collassi. Di certo non la morte”.

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